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Scritto da Cogitoetvolo Martedì 03 Agosto 2010 00:00
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Questo articolo è stato votato 19 volte ed ha una media di 4.74 su un totale di 5

«Perché non posso ammazzare una persona ma sopprimere un feto sì? La vita non va toccata per nessun motivo. Non abbiamo il potere di intervenire sulla vita degli altri. La scelta di abortire riguarda la coscienza, e la coscienza va ascoltata perché prima o poi la ferita riemerge e griderà a un volume tale che non riuscirai neanche più a dormire».

Il cantante Nek non ha dubbi nel rispondere alle domande sulla vita e sull’aborto. E ricorda a questo proposito la presentazione a Sanremo nel 1993 della canzone In te, che racconta il vissuto sofferente di un padre di fronte alla scelta abortiva della madre. Critica, media e anche alcuni politici attaccarono pesantemente Nek per il suo pensiero antiabortista. «Era la mia prima grande esperienza - racconta Nek - e rimasi un po’ tramortito per tutte quelle polemiche, ma oggi lo rifarei mille volte perché penso esattamente quello che ho cantato. Si tratta di una storia vera e ho sentito il peso dell’amico che me l’ha raccontata».

Leggi tutto: Nek: la vita è...

Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 10 Maggio 2010 00:00
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Questo articolo è stato votato 3 volte ed ha una media di 5.00 su un totale di 5

Un ex cantante punk convertito al cattolicesimo o, più semplicemente, un punk cattolico. Giovanni Lindo Ferretti, spesso, viene presentato con questo ossimoro che si trasforma velocemente in un'etichetta dal sapore agrodolce. Prima di tutto, però, l'ex cantante dei "Cccp. Fedeli alla linea" è un "reduce" delle battaglie ideologiche del Novecento. Un superstite che ha "fatto la pace" con la propria famiglia e che è "tornato a casa" tra le montagne dell'appennino tosco-emiliano.
Raggiungere la dimora di Giovanni Lindo Ferretti, in questo gelido inverno, non è un'impresa da poco. Lasciata alle spalle l'autostrada, superati insidiosi tornanti innevati, una minuscola carreggiata ricca di curve e di ponti ci introduce a Cerreto Alpi, piccolo borgo di montanari e allevatori, "un postaccio in alto, scosceso e aspro, sporco d'umanità e di bestiame". È qui che ha vissuto e che vive quella Bella gente d'appennino (Milano, Mondadori, 2009, pagine 198, euro 17) che dà il titolo all'ultimo libro di Ferretti.

Sul tuo ultimo libro hai scritto che "la casa in ristrutturazione e un tumore alla pleura" ti hanno "ancorato alla vita" e ti hanno aiutato a salvarti. Da cosa ti hanno salvato?
Mi hanno salvato da una dissipazione vitale. Dissipare la vita, per me, non è stata una questione di grandi idee ma un problema di quotidianità. La mattina mi alzavo tardi, bighellonavo, preparavo un concerto e, infine, mi esibivo sul palco. Una vita che pensavo fosse libera ma...

Leggi tutto: Giovanni Lindo Ferretti: così ho dato un senso alla mia vita

Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 26 Aprile 2010 00:00
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L’unica “X” che finora sembra aver rivelato un nuovo duraturo talento tra quelli usciti da X Factor appartiene a Giusy Ferreri, la vincitrice morale della prima edizione della trasmissione tv.

Era il 2008 e lei, entrata nel cast solo alla settima puntata, riusciva ad arrivare alla serata finale. Non si aggiudicava la vittoria, ma la sua voce originale unita a una spiccata simpatia non passavano inosservati agli spettatori. E neanche a Tiziano Ferro, che le regalava il brano inedito Non ti scordar mai di me, seguito dal mini cd dallo stesso titolo, volati in testa alle classifiche.

Per Giusy, quel passaggio a X Factor e quell’incontro con Ferro, prendevano il sapore di una bella rivincita dopo tanti tentativi andati a vuoto. Lei, difatti, cresciuta sin da bambina con la passione per le sette note, tradotta nel canto e nello studio del pianoforte, le aveva già tentate tutte. E più volte era arrivata in sala d’incisione.

Addirittura, nel 2003, aveva firmato un contratto discografico con il nome d’arte di Gaetana che aveva prodotto il singolo Il party, senza riscuotere grandi consensi. Sembrava il capolinea per Giusy, che intanto si divideva tra la musica e il lavoro da cassiera in un supermercato. Poi la chance di X Factor e la svolta.

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Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 15 Marzo 2010 00:00
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Anche a X Factor sembra vigere la “legge di Sanremo”: chi non si piazza tra le prime posizioni, ottiene poi più successo dei vincitori stessi. Al Festival, i casi sono innumerevoli, da Vasco Rossi a Zucchero passando per i Negramaro, per fare qualche nome. All’edizione dello scorso anno del talent show, la regola sanremese si è verificata con Noemi, all’anagrafe Veronica Scopelliti, di Roma.

Lei non è nemmeno arrivata nel girone finale, ma la sua voce graffiante e passionale non è passata inosservata alle orecchie dei discografici ed è arrivato il contratto. Il primo risultato è stato un mini cd, Noemi, uscito nell’aprile scorso, che trascinato dall’ottimo singolo Briciole, ha conquistato il disco d’oro per le vendite surclassando alla grande i finalisti di X Factor, a cui ha lasciato le… briciole.

Il secondo colpo vincente Noemi lo ha messo a segno in autunno, pubblicando il suo primo album, Sulla mia pelle, che si è arrampicato subito in alto nelle classifiche. Un lavoro dai gusti variegati, che spazia dal blues al pop passando per il rock, impreziosito da qualche firma importante, come gli Hot Gossip e Francesco Bianconi dei Baustelle, e con un bel duetto con Fiorella Mannoia nel singolo apripista L’amore si odia.
Un cd di alto livello, che conferma come l’X Factor, quel “di più” che dovrebbe distinguere gli artisti dai comuni mortali, Noemi sembra avercelo per davvero e garantirle un solido futuro.

Leggi tutto: Nella pelle di Noemi

Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 08 Marzo 2010 00:00
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Anche per Fiorella Mannoia ci sono “certe piccole voci che a volte vanno al cuore”, come recita il verso di un suo celebre brano, Le notti di maggio. “Piccole voci” che possiamo pensare anche come canzoni, diventate spesso grandi canzoni, che nel suo ultimo album, Ho imparato a sognare, hanno i connotati delle cover.
Per Fiorella, abituata ad avere alla sua “corte” le firme migliori del nostro cantautorato che le donano brani inediti, è la prima volta che si avventura in un disco fatto interamente di pezzi già incisi da altri artisti.

Un nuovo, straordinario capitolo che arricchisce una carriera brillante e mai banale, iniziata nei primi anni ’70 e che prende la giusta direzione nel 1987 quando, al Festival di Sanremo, canta Quello che le donne non dicono, composta per lei da Enrico Ruggeri.
È il primo battito di un cuore caldo e pulsante per la miglior musica italiana, a cui se ne aggiungeranno numerosi altri. Scrivono per Fiorella generazioni di autori: Fossati, De Gregori, Cocciante, Ron, Battiato, Ligabue, Bersani, Jovanotti, Ferro, per fare dei nomi. E lei li ripaga con interpretazioni maiuscole e intense.

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Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 18 Gennaio 2010 00:00
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Si è scelta il nome d’arte di Ariel, come la sirenetta della celebre fiaba, forse per "nuotare" meglio tra le sette note. Lei, a bagno nella musica, comunque ci è finita presto, tanto che a 12 anni frequenta già la scuola di perfezionamento canto del Centro Jazz di Torino, la città dov’è nata. È il trampolino di lancio per Alessandra Placenti (così all’anagrafe) per partecipare a vari prestigiosi concorsi, da cui spesso esce vincitrice.
Nel 2007 arriva la sua grossa occasione: s’iscrive a Sanremo Lab, l’anticamera per il Festival, dove deve vedersela con altri 350 artisti. Sbaraglia la concorrenza e approda sotto i riflettori dell’Ariston nella sezione "Giovani" con il brano Ribelle: non vince, ma si aggiudica l’importante premio della Critica Radio-TV.
Non passa comunque inosservata, tanto che nell’estate del 2008 la Disney la sceglie per interpretare insieme a Stefano Centomo la versione italiana della canzone Sono io – This is me, tema del film Camp Rock. Ariel è brava, spontanea e "frizzante", tutte doti, notano alla Disney, ideali per portarla davanti a una macchina da presa. Detto, fatto. Diventa protagonista della seconda serie di Fiore e Tinelli, una delle sit-com più gettonate dai ragazzi, nei panni di Girasole.

Leggi tutto: Il ballo di Ariel

Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 30 Novembre 2009 00:00
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È radiosa, le sorridono gli occhi, la ritrovo come quando debuttò a Sanremo e tutti ci accorgemmo che, finalmente, nel mondo della musica era piombato qualcosa di diverso. Scuola Patty Smith ma temperata di dolcezza, Paola Turci chiarì subito che non avrebbe mai tentato di "sedurci" con canzoni d’amore.

E tenne duro anche quando al Festival di Sanremo presentò la canzone Bambini, struggente denuncia sull’infanzia tradita dalle guerre.

«All’ultimo momento, gli autori – Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio – mi proposero di cambiare il brano con Almeno tu nell’universo», ricorda Paola, «ma scelsi Bambini. Quell’anno al Festival c’era una categoria intermedia, i cosiddetti "emergenti", che erano un po’ come quelle squadre di calcio che per partecipare alla Champions League devono prima scontrarsi nei turni preliminari: e tra gli "emergenti" vinsi io. In quanto ad Almeno tu nell’universo, la affidarono a Mia Martini che arrivò "soltanto" nona, ma la cantiamo ancora oggi».

Leggi tutto: Paola tutta nuova

Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 23 Novembre 2009 00:00
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Dietro una canzone c’è sempre un mondo. Compositori, musicisti, arrangiatori, tecnici del suono. E quando serve, anche chi dirige un’orchestra. Come Federica Fornabaio, 24 anni da Andria (Bari).
Qualcuno la ricorderà, elegante, sul palco dell’ultimo Sanremo far volteggiare nell’aria la bacchetta mentre dirigeva i professori che accompagnavano prima Arisa e poi Marco Carta. Risultato: en plein completo, visto che entrambi i cantanti hanno vinto il Festival nelle rispettive categorie, “Giovani” e “Big”.

Un bel traguardo anche per lei. È la prima direttrice d’orchestra donna a vincere doppiamente all’Ariston e con una carta d’identità “verde”. Un exploit nato non per caso, visto che Federica “mastica” note fin dalla tenera età, esattamente da quando ha 6 anni e i genitori, assecondando il suo talento naturale, le fanno studiare pianoforte.

Leggi tutto: Federica Fornabaio

Scritto da Cogitoetvolo Lunedì 09 Novembre 2009 00:00
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Non c’è il due senza il tre. Il popolare detto si applica benissimo alla carriera di Syria, all’anagrafe Cecilia Cipressi, arrivata alla sua terza svolta. Ribattezzatasi Ayris all’inizio dell’estate, ha fatto uscire sotto questa nuova identità un mini cd, Vivo Amo Esco, con sei pezzi dai gustosi connotati electro dance che hanno vivacizzato la calda stagione non solo dei club.
Un progetto varato un po’ a sorpresa, che ha avuto anche un interessante sviluppo sul web, con una ulteriore diffusione dei brani remixati da alcuni artisti del pianeta dance internazionale immessi in rete. Risultato: centinaia di post hanno finito per parlare di Ayris e delle sue canzoni.
Insomma, tra internet, discoteche e classifiche, l’estate di Syria/Ayris non è passata inosservata e questo cambio di pelle un po’ spiazzante alla fine si è rivelato vincente. Cambio, si diceva, arrivato al suo terzo step, dopo un’avventura nelle sette note fino qui certamente positiva.

Leggi tutto: Oggi mi sento Airys

Scritto da Cogitoetvolo Venerdì 25 Settembre 2009 00:00
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Questo articolo è stato votato 3 volte ed ha una media di 3.00 su un totale di 5

È stato definito il “diamante grezzo” di X Factor, entrato nel popolare talent show solo alla quinta puntata grazie a un provino di recupero, e via via plasmatosi al meglio, tanto da arrivare nel terzetto dei finalisti. Si è dovuto accontentare della medaglia di bronzo, ma per Jury Magliolo è stato come vincere, visto l’avventuroso percorso che lo ha portato all’ultima serata del programma e sulle strade della musica.
Strade che ha incominciato a prendere fin da ragazzino, complice una famiglia di musicisti che gli trasmette il Dna per le sette note. A 13 anni suona la chitarra in un trio rock-blues di Brescia, la sua città, e la band strappa consensi e applausi per la bravura. A 17 è già per conto suo, a costruire la futura carriera di cantautore. Non rifiuta nulla: partecipa a manifestazioni, collabora con altri artisti, scrive jingle pubblicitari, apre il concerto di Alicia Keys a Lucca nel 2008. Poi gioca la carta di X Factor: sembrava una partita persa, invece si è visto com’è andata.

Leggi tutto: Jury. Come spaccare il mondo

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