40 anni di Golf

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Il mio amico Sebastiano ha una Golf. È una Golf blu notte con il motore diesel a iniezione diretta. Ricorda benissimo il giorno in cui, era poco più che un bambino, suo padre gli disse domani ti accompagno io a scuola. E scesero giù in garage e vide la nuova auto, fiammante, la carrozzeria lucidissima, i sedili profumati, la radio, che nella vecchia utilitaria non avevano.

Su quell’auto qualche anno dopo, e comunque ben prima dei diciotto anni, suo padre gli aveva insegnato a guidare. Lo portava la sera nelle strade di periferia, o nei parcheggi, e lì gli spiegava come giocare con il pedale della frizione e dell’acceleratore. Le prime volte faceva spegnere il motore perché dava poco gas, ma poi aveva imparato e siccome conosceva bene la macchina aveva chiesto di fare con quella l’esame di guida. Una passeggiata! Tanto che suo padre la sera aveva deciso di portare tutta la famiglia al ristorante, cosa che avveniva di rado.

Sulla Golf Sebastiano aveva affrontato il suo primo lungo viaggio in auto, quell’anno in cui avevano deciso di andare in vacanza in Toscana e suo padre all’ultimo minuto era stato trattenuto in Sicilia per lavoro e aveva affidato a lui il compito di guidare la macchina.

E quando aveva conosciuto Manuela, durante l’ultimo anno di università, era stato con la Golf Volkswagen che si era presentato il giorno del primo appuntamento. Nel pomeriggio l’aveva portata al lavaggio ed era tornata come nuova. E sul sedile del passeggero le aveva fatto trovare una rosa bianca.

Poi però gli acciacchi dell’età avevano cominciato a farsi sentire: i consumi salivano, i pezzi di ricambio erano sempre più rari ed era stato necessario cambiare auto. E la vecchia Golf era finita nella casa di campagna, dove continuava ad essere utile alla famiglia. Il padre di Sebi la usava per i piccoli spostamenti in mezzo ai campi, per recarsi nel modesto appezzamento di terreno dove aveva fatto piantare una vigna. Pochi filari, quanto bastava per produrre qualche bottiglia di vino per i consumi familiari o da regalare agli amici. Quando raccoglievano l’uva, durante la vendemmia, poi la caricavano sull’auto e la portavano in un’azienda vinicola che la trasformava.

Per diversi mesi all’anno poi la Golf riposava nel capanno della campagna dove suo padre teneva pulito il motore e ogni tanto lo accendeva perché non si rovinasse.

E adesso che suo padre non c’è più, Sebi continua a fare lo stesso. Qualche volta la domenica va in campagna, tira fuori la Golf dal garage, la pulisce e poi se ne va in giro per le strade che attraversano i campi. Non ha una destinazione precisa, perché in realtà il suo è un viaggio nel passato. Vaga senza meta, solo per il gusto di stare con suo padre, che, grazie anche a quell’auto, gli aveva insegnato ad essere un uomo.

Pensiamo noi di condurre un’auto, e invece spesso è lei a condurci attraverso le tappe della nostra vita. Questa è la scoperta che ha fatto Sebi. E come tutte le belle scoperte che si fanno nella vita ha voluto condividerla con i suoi amici. Forse lo ha fatto grazie ad una app presente sulla pagina Facebook di Volkswagen Italia o raggiungibile tramite mobile all’indirizzo 40golflove.volkswagen.it che quelli della Volkswagen hanno creato apposta per celebrare un compleanno speciale. È da lì che ho potuto conoscere la sua storia e scoprire che cosa si sono inventati per festeggiare il compleanno in maniera davvero originale…e in palio c’è anche la possibilità di vincere per un mese intero una Golf R con 1.000 euro di buoni carburante.

Quaranta anni fa usciva la prima Golf. Da allora trenta milioni di Golf hanno portato in giro per il mondo milioni di persone. Ognuna con la sua storia, ognuna con la sua vita.

40 years of Golf. 40 years of love. Tutti da raccontare.

Cogitoetvolo