50 e 50

1

Un film di Jonathan Levine. Con Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard, Anjelica Huston. Titolo originale 50/50. durata 100 min. – USA2011. – Eagle Pictures. Uscita venerdì 2 marzo 2012

Adam sta facendo la sua solita corsetta mattutina e avverte una strana fitta alla schiena che lo preoccupa. L’esito della visita di controllo sarà impietoso: il paziente è affetto da neurofibrosarcoma schwannoma; possibilità di sopravvivenza? 50 e 50.

“Un tumore? Io? Non ha alcun senso! Non fumo, non bevo, faccio la raccolta differenziata…”. Ma al Caso, di tutto quello che fai, non importa proprio niente. Non ha senso, e un senso non deve averlo: è il mistero della malattia che ti disarma e stravolge vite e progetti.

L’abbiamo già sentita tante volte questa storia,  è vero? Perché dovremmo andare avanti e vedere  questo film che ci pare di conoscere già? Il semplice motivo è che questa commedia indipendente ha una marcia in più: sa essere sincera e divertente, forse a tratti prevedibile ma mai banale, delicata ed esilarante; ed ha il coraggio di trattare la malattia con il sorriso.

Ciò di cui abbiamo più bisogno nel vivere una malattia è sentire l’affetto di chi ci sta accanto: il film lo dice forte e chiaro, e del resto lo sappiamo già. Ma il film ci fa notare anche che spesso ce ne dimentichiamo, e ci dimentichiamo che forse non è necessario aspettare che al nostro amico venga un neurofibrosarcoma schwannoma per fargli una chiamata, per dedicargli del tempo o semplicemente per mostrargli che anche noi siamo lì. Sì, “semplicemente” perché l’amicizia è una cosa semplice, come quella che lega Adam al compagno di avventure Kyle, come è semplicemente leggera e profonda la commedia che ce la presenta.

Meritano un plauso le prove di Seth Rogen (Kyle) e dello sceneggiatore Will Reiser che, senza troppe pretese, riescono a dare spessore a tutti i personaggi e, merito non banale, a far immergere lo spettatore nella storia: alla fine del film, l’empatia raggiunta col pubblico è perfetta. Si soffre e si ride all’unisono, ci si commuove e si sorride insieme. Dopo una sequenza di tensione, una risata liberatoria avvolge la sala, e stupisce lo spettatore scoprire quanto si era tutti magicamente coinvolti.

Nel profondo all’uomo interessano tre cose: l’amore, il senso della vita e il senso della morte. E questa pellicola, attraverso il filo conduttore che è la malattia, riesce a presentarcele tutte, con la complicità di una risata.

[youtube width=”590″ link=”http://www.youtube.com/watch?v=5scwTkqwtss”]

Un universitario alla scoperta di sè e del mondo. Ama stare in mezzo alla gente. Il suo sogno? Diventare uno scrittore.

  • Ilaria T.

    Davvero un bel film! Mi domando perché non se ne è sentito parlare…o almeno a me non è capitato. Affronta temi scottanti come la vita e la morte in maniera semplice ma autentica…ed è l’autenticità dei dialoghi, delle scene e delle situazioni, secondo me, che coinvolge completamente lo spettatore !