Le 8 abitudini che ci aiutano ad essere meno ansiosi

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Ansia da esami? Le 8 abitudini da adottare per ridurre lo stress ed essere più produttivi

Giugno arriva sempre carico di ansia: è il mese degli esami, delle prime sessioni di laurea, delle scadenze che ci separano dall’estate (che ci sembra così lontana). Complici le temperature che aumentano, giugno è il mese in cui ci sentiamo sempre meno produttivi e sempre più ansiosi, stressati e tentati di rimandare tutto a settembre. Secondo un’analisi dell’American College Health Association, circa il 61 % degli studenti universitari vive in uno stato di ansietà generalizzata, che può talvolta sfociare in problematiche a livello fisico (e le statistiche italiane saranno certamente simili). Sulla base di queste stime, Forbes ha individuato 8 abitudini scorrette che accomunano i millennials più ansiosi. Cosa possiamo fare quindi per vivere più serenamente questo mese?

  1. Dormire di più
    Sembra il classico consiglio che tutti danno e il primo che si tende a non ascoltare, convinti che la produttività dipenda dal numero di ore che si riesce a passare svegli e concentrati sul compito da portare a termine. Uno studio dell’Università di Berkeley mostra invece come la carenza di sonno porti ad attivare dei circuiti cerebrali tipici delle patologie legate all’ansia, come gli attacchi di panico e la sindrome da stress post-traumatico. Bisogna imparare a considerare il sonno come una parte integrante di qualunque attività, una condizione necessaria per poter essere più produttivi. E se le preoccupazioni causano insonnia, potrebbe essere una buona idea provare a fare esercizio fisico durante la giornata, in modo da compensare la psiche galoppante con una buona dose di stanchezza fisica.
  2. Non saltare i pasti
    Nutrirsi diventa un optional quando si infinite cose a cui pensare. Ma saltare i pasti ha importanti effetti sul metabolismo: la carenza di cibo e acqua viene percepita dall’organismo come un segnale di pericolo e questo si riflette anche a livello mentale. Le tipiche sensazioni che ne derivano sono molto comuni alla sintomatologia dei soggetti ansiosi e comprendono tremori, confusione, difficoltà di concentrazione e stanchezza, indipendentemente da quanto si è dormito. Studiare non è un’attività passiva: consuma energie ed è importante mantenere il proprio corpo nutrito ed idratato, se si vuole mantenere un elevato livello di concentrazione per molte ore.
  3. Bere meno caffè
    Per quanto sia difficile rinunciare a questa bevanda, bisogna ricordarsi che la caffeina può provocare attacchi di panico in molti individui. Per quanto possa aiutare a rimanere vigili e ad avere migliori performance, il consumo eccessivo dà gli stessi sintomi elencati precedentemente, oltre ad avere un forte effetto diuretico. Senza lanciarsi su bevande energetiche, si può cercare di trovare dei validi sostituti come il tè. In questo modo si evita anche di diventare dipendenti dalla caffeina al punto da non sentirne più alcun effetto benefico, se non a dosi elevate.
  4. Alzarsi dalla sedia
    Non ci sono dati certi che correlino l’ansia alla sedentarietà ma numerosi studi ne hanno rilevato la compresenza in soggetti che sperimentano elevati livelli di stress. Si sa però che l’esercizio fisico ha un ottimo effetto sulla salute mentale, in quanto stimola il rilascio di endorfine e permette di incanalare nella fatica fisica lo stress che deriva dalle frustrazioni.
  5. Controllare meno il telefono
    I social sono i migliori amici dell’ansia: distrarsi dallo studio per guardare le storie pubblicate da amici e conoscenti non fa altro che aumentare i livelli di stress. Magari anche ad autocommiserarsi, se si vede che qualcuno lavora più di noi, o meno di noi. Insomma, un motivo per stare in ansia si trova sempre e staccarsi dalla scatoletta elettronica che scandisce le nostre giornate può rivelarsi altamente produttivo.
  6. Capire quando fermarci
    La filosofia di chi si approccia allo studio pensando di fare il maggior numero di argomenti per più ore consecutive di fila non è sostenibile. Dedicare del tempo alle relazioni personali e alla cura di sé ha lo stesso peso del tempo dedicato ai libri ed è ugualmente utile. Anche per il futuro lavorativo è importante definire degli orari, oltre i quali si scollega il cervello per dedicarsi ad altro. Si ottengono ottimi risultati anche evitando di lavorare 24 ore su 24: la produttività non dipende dal tempo passato a sforzarsi ma dal grado di concentrazione che si è in grado di mettere in ciò che si fa.
  7. Evitare Netflix nelle pause
    Tra una sessione di studio e l’altra si potrebbe pensare di rilassarsi godendosi un episodio di una serie-tv. Numerose ricerche smentiscono questa teoria, dimostrando che il binge-watching porta ad un aumento dei livelli di stress e di ansia. Forse perché molte serie-tv sono un susseguirsi di morti, tradimenti, situazioni inquietanti e alta tensione? Se proprio non si ha voglia di scendere e fare una passeggiata, meglio scegliere una sit-com, che solitamente dura di meno e strappa anche qualche risata.
  8. Evitare gli amici ansiosi
    Ci sono persone che non vedono l’ora di scaricare le proprie ansie, dando il via a quel fantastico passatempo che è il lamento di gruppo. Ma lamentarsi e rimuginare sulle proprie preoccupazioni non fa altro che ingigantirle. Per non parlare del fatto che ognuno ha le sue modalità per fronteggiare una situazione stressante e non vede l’ora di mostrare al mondo quanto siano efficaci. Nei soggetti ansiosi, questo non fa altro che alimentare confronti con il proprio operato e a chiedersi se forse non si sta facendo abbastanza. Si entra in un circolo vizioso che va stroncato al principio, circondandosi di persone positive che sanno volontariamente distrarsi e trascorrere insieme dei momenti piacevoli e rilassanti.

 

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.