8 dettagli inaspettati del mio viaggio on the road in Bulgaria

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Quando prendere la macchina e scappare nell’est Europa è ciò di cui hai bisogno per ricaricare le pile

Avete mai letto Sulla strada di Jack Kerouac?

Io ricordo che avevo sedici anni quando ho intrapreso il mio primo viaggio letterario a bordo di questo capolavoro. Non sono sicura di cosa avesse attirato la mia attenzione su questo libro in primo luogo: forse la promessa di avventura, libertà, giovinezza. O semplicemente la possibilità di viaggiare con lui senza muovermi da casa. Fatto sta che sono andata in biblioteca a prenderlo, ho iniziato a leggerlo, e non mi sono più fermata.

I viaggi on the road sono molto idealizzati nella cultura occidentale: che sia su due o quattro ruote, questo tipo di escursione viene descritto in innumerevoli opere letterarie e pare suggerire un nuovo livello di libertà, dove ciò che conta non è la destinazione, ma il percorso stesso e le emozioni che ci può regalare. Più che una vacanza, una gita on the road è un momento per mettere tutto in pausa e prendere in mano la propria vita, cercando di capire se siamo in grado di affrontare gli imprevisti e gestire la nostra libertà. Ed è per questo che, carica di aspettative e sete di scoprire nuove culture, anch’io ho iniziato a sognare un viaggio alla scoperta di luoghi lontani ed inesplorati con pochi amici ed una macchina (possibilmente scassata). Ho avuto tutto questo (e molto di più) durante la magica estate del 2017.

Il mio itinerario di viaggio: da Sofia a Varna, passando da Plovdiv, Kardzhali, Sozopol, Nessebar, Burgas e Sunny Beach

Certo, certo. Vi capisco. Sicuramente vi starete chiedendo: perché la Bulgaria?
La risposta è molto semplice: perché è una delle mete europee più economiche in questo momento, ed io, per fortuna, avevo degli amici ispano-bulgari con cui condividere il viaggio. Quest’ultimo particolare è molto importante, dato che non conoscevo abbastanza bene la lingua e l’alfabeto del Paese.

Ho amato il mio viaggio in Bulgaria per molti motivi: l’atmosfera, i paesaggi mutevoli, il senso di scoperta continuo. In 27 giorni ho visitato luoghi semplicemente incredibili, passando per colline, pianure e montagne per arrivare finalmente al Mar Nero. Alcune cose, tuttavia, hanno attirato la mia attenzione in modo particolare, ed è per questo che ho deciso di prendere in mano la penna e scriverle man mano che proseguivo lungo il mio viaggio. Ecco una lista degli 8 particolari culturali più inaspettati che mi hanno accolta in Bulgaria.

La cattedrale di Aleksandr Nevskij a Sofia

1. Il fuso orario

Devo ammettere che anch’io, come la maggior parte della popolazione italiana, non sapevo praticamente niente sulla Bulgaria prima di visitarla. È per questo che non avevo la minima idea che la Bulgaria fosse un’ora avanti rispetto all’Italia, e credo che sia un dettaglio importante da tenere in conto quando si pianifica un viaggio in questo Paese.

2. I gesti del capo non corrispondono a quelli italiani

Strano ma vero, in Bulgaria scuotere la testa su e giù vuol dire “no”, mentre farlo di lato significa “si”. Ciò ha generato parecchi fraintendimenti durante il viaggio, come potete immaginare.

3. Cibo tradizionale e blasfemie culinarie

La popolazione bulgara è molto attaccata alle proprie radici culinarie, ed in particolare allo yogurt, di cui rivendica i diritti alla Grecia. I bulgari sono orgogliosissimi del loro yogurt, e pare che non abbiano tutti i torti: il famoso “yogurt greco” è nato infatti proprio in Bulgaria, grazie alla presenza di uno speciale batterio chiamato Lactobacillus bulgaricus. In Bulgaria, lo yogurt viene utilizzato in molti e curiosi modi per chi non ha dimestichezza con le culture dell’est Europa: oltre ad usarlo come salsa insieme ad aglio, sale ed aneto, capita spesso che venga mescolato ad acqua ed anice per creare una bevanda da bere a tavola. Parlando di bevande da bere durante i pasti, vi interesserà sapere che la birra in Bulgaria viene prodotta anche in comode bottiglie di plastica da 2 litri e ne esistono di molti gusti diversi, come la birra al pompelmo, alla ciliegia ed alla mela. Grazie alla vicinanza con la Turchia, inoltre, in Bulgaria potrete assaggiare un kebab molto più autentico e tradizionale rispetto a quello dell’Europa occidentale: molto più delicato, senza gli eccessi di sale e condimenti che troviamo normalmente. In aggiunta, la cucina tradizionale Bulgara si basa fondamentalmente sulla carne, anche se esistono anche molte proposte vegetariane. Per quanto riguarda le blasfemie culinarie, invece, devo ammettere di esserci rimasta male quando ho visto delle persone mettere ketchup e maionese su una pizza con ananas e mais.

4. La relazione con l’alcool

Già prima del viaggio, i miei amici mi avevano preparata ad una realtà alcolica abbastanza diversa rispetto a quella italiana: in Bulgaria, per esempio, è normale per gli anziani iniziare un pranzo con un chupito di Vodka o di Rakija (un particolare tipo di brandy alla frutta) e mettere una bottiglia di Jack Daniel’s in tavola. La cosa che mi ha colpita di più, tuttavia, è l’uso curativo che viene fatto degli alcolici (e della Rakija in particolare): i bulgari credono infatti che l’alcool aiuti ad alleviare la tosse ed il mal di gola. Provare per credere.

Una residenza turistica a Glavatarski Han, nel sud della Bulgaria

5. Il costo dell’elettricità

Non è un segreto che la Bulgaria sia uno dei Paesi più poveri dell’Europa orientale. Ciononostante, vi stupirà sapere che il Paese ha molto da offrire, fra ristoranti, bar e SPA alla moda con accessori all’ultimo grido e Wi-Fi gratuito (dove vi capiterà anche di vedere persone che fumano all’intero delle strutture). L’elettricità, però, ha un costo molto elevato, ed è per questo che, ad una certa ora della notte, i lampioni ed i semafori delle città meno sviluppate si spengono, lasciando il Paese ed i suoi abitanti nel buio quasi totale.

6. Ricchezza molto mal distribuita

Parlando di ricchezza e povertà, non è inusuale vedere per le strade della Bulgaria edifici abbandonati, case fatiscenti e costruzioni lasciate a metà. Ciò che colpisce, però, è l’elevata presenza di macchine nuovissime e costose come BMW, Mercedes e Audi; ciò avviene perché, in Bulgaria, la ricchezza è molto mal distribuita e si spartisce in maniera totalmente impari fra persone molto ricche e persone molto povere.

7. Università molto sviluppate

Passando per Burgas, città sul Mar Nero, una tappa obbligatoria è quella della Burgas Free University, che dimostra quanto il Paese ci tenga all’istruzione ed all’educazione dei propri abitanti. L’università conta, fra le altre cose, di una cappella interna (dove gli studenti vanno letteralmente a pregare prima degli esami) ed un giardino interno con moderne sculture su cui ci si può sedere ed a cui si può collegare il telefono per ricaricarlo.

Burgas Free University

8. Nostalgia per il comunismo

Senza addentrarci in analisi socio-politiche troppo approfondite, devo dire che mi è capitato più di una volta, durante il viaggio, di sentire il famoso proverbio “si stava meglio quando si stava peggio”. È molto diffuso, fra le persone delle generazioni del ’50, ’60 e ‘70, guardare con un senso di nostalgia al periodo del comunismo in Bulgaria, quando si aveva la sensazione di condividere il malessere con tutta la popolazione e non c’era la disparità di ricchezza odierna.

 

Articolo orginale di Sara Migliorini.

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