8 motivi per andare a un festival culturale

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La nostra penisola è ricca di eventi culturali pensati per insegnare, intrattenere ed emozionare gli appassionati e gli addetti ai lavori di ogni settore artistico. Se sei un avventuriero timido, ecco otto ragioni per cui vale la pena fare i biglietti e partire.

Mentre l’autunno incalza e spazza via gli ultimi accenni d’estate, l’Italia non smette di colorarsi di cultura. Moltissimi, infatti, sono i festival sparsi per la nostra penisola. Mantova, Pordenone, Venezia, Matera, Roma, c’è l’imbarazzo della scelta. Cinema, editoria, fumetto, arte, danza, architettura, qualunque sia la tua passione c’è una meta che ti aspetta con banchetti, conferenze ed eventi pensati apposta per te. E se sei ancora indeciso se partire o no, ecco alcuni motivi per cui vale la pena di fare la valigia.

  1. Per imparare

Ogni festival organizza panel, conferenze e interventi pensati per descrivere il presente e fare previsioni sul futuro. Adatti a curiosi e appassionati, ma soprattutto agli addetti ai lavori e a chi aspira a lavorare in quel settore. Perché oggi non basta rimanere al passo coi tempi, bisogna essere un passo avanti.

  1. Per mettersi alla prova

Accanto alle conferenze one-to-many vengono organizzate spesso masterclass, laboratori nonché contest legati al festival. Un’occasione non solo per imparare divertendosi, ma anche per mettersi in gioco e mostrare il proprio talento.

  1. Per conoscere

Ovviamente la materia prima di ogni festival sono i professionisti del settore, che vi partecipano per tenere conferenze, imparare e fare networking. Quale occasione migliore, dunque, per conoscere possibili datori di lavoro? Se hai scritto un libro e stai cercando un editore, se hai girato un film e stai cercando un produttore, se sei un’artista e cerchi un agente, insomma qualunque sia la tua arte a un festival puoi trovare la persona interessata a sponsorizzarla. Serve solo tanta convinzione… e un pizzico di faccia tosta.

  1. Per socializzare

Un festival naturalmente vive di partecipanti. Così come te, là fuori è pieno di appassionati desiderosi di parlare e condividere quello che amano. Perciò è bello andare agli eventi culturali anche per fare amicizia. Spesso si arriva da soli e si riparte in compagnia. Non solo, i nuovi amici potrebbero anche trasformarsi in collaboratori, co-autori, co-registi, manager, influencer. Insomma, bando alla timidezza!

  1. Per approfondire

Chiunque abbia una passione desidera con tutto se stesso trasformarla in una professione. Spesso, però, la passione, il talento e la buona volontà non bastano. In un mondo sempre più competitivo, bisogna diventare esperti di un settore prima ancora di entrarci per essere davvero presi in considerazione. Ecco allora che i festival diventano preziosi alleati in questo lavoro di approfondimento e preparazione personale.

  1. Per esplorare

La maggior parte dei festival sono inseriti in meravigliosi contesti culturali, paesi o città d’arte ricche di musei, monumenti, mostre e panorami mozzafiato. Perciò, tra una conferenza e l’altra, puoi visitare quei posti che vorresti vedere da anni, ma in cui non sei mai stato. Avevi solo bisogno di un incentivo, no?

  1. Per emozionarsi

Dopo il dovere, lasciamo un po’ di spazio al piacere. Perché ai festival non si va solo per imparare e conoscere, ma anche per stupirsi, divertirsi, emozionarsi. A quello ci pensano le feste, gli spettacoli, le performance artistiche e gli eventi.

  1. Per permettere al destino di agire

Lo abbiamo già detto, c’è chi va ai festival per curiosare, chi per coltivare la propria passione e chi per trovare il futuro datore di lavoro. Alcuni chiamerebbero quest’ultimo tipo di partecipante il povero illuso, io preferisco chiamarlo il temerario. Dopotutto non si dice “aiutati che Dio t’aiuta?”. Allora diamo un assist alla buona sorte e creiamo tutte le condizioni necessarie affinché avvenga l’incontro della vita. Chissà che un giorno non potremo dire “tutto è iniziato da lì”.

E adesso, se anche tu sei un amante dei festival, ti invitiamo a condividere esperienze, suggerimenti e ricordi legati al tuo evento culturale preferito.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".