A ciascuno il suo

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Tutto comincia quando il farmacista Manno, uomo tranquillo ed estraneo al mondo della politica, riceve una inaspettata lettera minatoria che viene subito bollata come “una semplice burla”. Poco tempo dopo il farmacista va a caccia con l’amico e avvocato Roscio: i corpi dei due cacciatori verranno trovati senza vita nel bosco. La polizia indirizza le indagini sulla pista di un ipotetico movente passionale derivato da presunti tradimenti del farmacista. Il professore Laurana, insegnante in un liceo classico di Palermo e vero protagonista della vicenda, invece non credendo a queste ipotesi investigative decide di  intraprendere delle indagini in maniera del tutto indipendente. La vicenda si disvela subito da una prospettiva differente: sembra che l’obiettivo degli assassini non fosse il farmacista Manno, ma l’avvocato Roscio che apparentemente sembrava un’innocente vittima costretta a condividere la sciagura del farmacista. Laurana scopre per caso che la vittima si era recata a Roma per minacciare di denunciare il cugino Rosello, imprenditore per niente trasparente nei suoi traffici e, si scoprirà poi, amante dell’avvenente vedova Roscio. Si tratta allora di un delitto passionale riguardante Roscio e non il povero e mite farmacista Manno; la lettera indirizzata a questo si rivela adesso come un modo per sviare le indagini sin dall’inizio.

Il professore Laurana riesce ad individuare l’assassino in un amico di Rosello: ormai movente e dinamiche dell’omicidio sono venute fuori. I due amanti allora decisero di inviare una lettera minatoria al farmacista decidendo di ucciderlo insieme alla vera vittima in modo da indirizzare le indagini su una pista sbagliata. Laurana però commette un errore: provocatoriamente domanda a Rosello chi fosse quel losco individuo che aveva visto accanto a lui. Gli assassini comprendono che è meglio far fuori l’improvvisato ma scomodo investigatore. La vedova Roscio, la bella Luisa, fingendo di voler aiuto per far luce sul delitto del marito, guadagna la fiducia di Laurana che viene ucciso.

Il racconto si chiude nel patetico clima di felicità della festa di fidanzamento dei due amanti e complici. Inoltre, dalle confabulazioni tra i vari invitati, si comprende come tutti avessero perfetta coscienza di tutta la faccenda molto tempo prima di Laurana. Loro sono però i “normali” che hanno giustamente tenuto per sé tutto; Laurana invece “era un cretino”.

Il romanzo evidenzia la cruda ma purtroppo vera realtà siciliana del secondo dopoguerra; realtà che, seppur con differenti caratteri, appare all’odierno lettore siciliano del tutto simile a quella in cui vive: un’isola in cui è diffusa l’omertà, immobile e, apparentemente, senza speranza alcuna di rinnovamento; dove ciascuno pondera le sue azioni usando come criterio quello di “lasciare in pace chi deve essere lasciato in pace”.

Come ha scritto un altro scrittore siciliano, Tomasi di Lampedusa, nel Gattopardo a proposito della sua terra: “Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi  odieranno sempre chi li vuole svegliare, sia pure per portare loro i più bei regali”. Sarà il clima, saranno le controversie storiche: la Sicilia non sembra dare segni di cambiamento.

E noi siamo pronti a cogliere questa provocazione?

 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: A ciascuno il suo
Autore: Leonardo Sciascia
Genere: Classici
Editore: Adelphi
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 152

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.