A Napoli la moneta è il volontariato: il primo supermarket a beneficenza

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I clienti saranno muniti di una card ricaricabile non in euro ma in ore di servizio prestato

I provvedimenti assistenziali non sono spesso la carta vincente. Il bisognoso e il povero riscuotono quello di cui necessitano, certo, ma non ne traggono alcun riscatto personale se non un minimo sollevamento dal loro disagio economico. Per quanti sorrisi e carezze essi possano ricevere da un buono mensa, si troveranno oltre la linea di confine tra la società in vista e la loro, nascosta. Al margine.

L’associazione La Casetta ci aveva già pensato da qualche tempo, anche se aveva iniziato proprio così, con il volontariato verso gli ultimi. E se invece fossero proprio questi ultimi (gli ultimi!) a fare volontariato per mantenersi? Non di certo uno sfruttamento, ma un baratto utile alla reintegrazione sociale nel napoletano. Così è nato Arca, l’emporio della solidarietà, il primo supermercato che offre a 40 famiglie individuate dai Servizi Sociali, 20 di Bacoli e altrettante di Monte di Procida, un progetto ben strutturato.

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I clienti saranno infatti muniti di una card ricaricabile non in euro ma in ore di servizio prestato in base alle proprie competenze e settori specifici. E per evitare imbarazzi prima di tutto seguiranno un corso di formazione al volontariato tenuto dalla presidente dell’associazione: impareranno il tatto e l’accortezza necessari ad un’opera di bene, e un colloquio chiarirà le loro predisposizioni alle attività da svolgere. I prodotti acquistabili saranno una dozzina: pane, acqua, olio, articoli per l’igiene,  ma si sta cercando di allargare la cerchia.

“Aiutare per noi significa innanzitutto soddisfare i bisogni primari attraverso beni semplici proprio come quelli alimentari, ma significa anche guardare oltre l’assistenza, credendo in un futuro di autonomia e integrazione sociale per tutti”, Afferma per Tgcom24 Alberto Senigallia, presidente della sede milanese (la prima fondata; le altre due sono a Roma e, appunto, a Napoli). “Questo è il valore imprescindibile della dignità della persona”.

La Casetta si mantiene senza finanziamenti pubblici, e dal 2011 gestisce il centro polivalente di accoglienza, il servizio mobile su strada, la mensa e da poco tempo a questa parte l’Emporio della solidarietà. Con la coscienza che la relazionalità è il vero modo di fare beneficenza. Perché se ho io ho un oggetto e tu lo ricevi esso si consumerà nelle tue mani, ma se ti offro competenza, fratellanza e ascolto, forse forse qualche fiore nascerà.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.