Abelis

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Prima di aprire e iniziare a leggere Abelis mi domandavo cosa fosse un fantasy metafisico, genere a cui Mauro Leonardi, già autore di Quare, ascrive i suoi romanzi. Adesso penso di averlo capito un po’ meglio.

La componente fantasy si trova nell’ambientazione in un mondo-altro dove non mancano draghi, oggetti magici, avventure surreali. Quella metafisica è data dalla chiara percezione che sotto tutto questo c’è un messaggio forte che l’autore vuole trasmettere e che ha qualcosa di universale, che i fatti che racconta non sono per il semplice intrattenimento e per l’evasione dei suoi lettori, ma vogliono coinvolgerli in una sorta di dialogo a distanza. Chi conosce Mauro Leonardi e la sua forte relazionalità, a dispetto delle sue origini nordiche, può stare certo che se ne avrà voglia troverà anche la possibilità di instaurarlo realmente questo dialogo, anche semplicemente on line tramite il suo sito, molto visitato.

La storia è questa.

C’è un paese, Arileva, governato da un Ciambellano e dal suo fedele amico Messere. C’era un Re, anni prima, ma dopo il suo matrimonio con una donna un po’ misteriosa di nome Lutet, egli ha dovuto cedere il trono. Prima di lasciare il regno, tuttavia, ha lasciato una preziosa eredità, amministrata con saggezza dai due nuovi capi: la possibilità di trasformare gli uomini in cavalieri attraverso un magico processo che rende la pelle dura come un’armatura, che ricopre tutto il corpo rendendolo forte per combattere i draghi. Già, perché da un luogo indistinto del nord scendono i draghi in cerca di qualcuno da divorare per nutrirsi. Devastano le altre regioni, ma ad Arileva hanno capito ormai che non c’è pane per i loro denti, le armature non essendo particolarmente appetitose.

Ma questa storia delle armature ha delle conseguenze spiacevoli: rendono sì quasi invulnerabili, ma non permettono di esprimersi con la ricchezza che il corpo umano consente. Non ci sono espressioni del volto, non carezze, non sguardi. Ogni emozione, ogni desiderio, ogni passione passa attraverso la voce e il silenzio. I movimenti, poi, col passare del tempo diventano sempre più rigidi e legnosi. Ma Ciambellano non si preoccupa di questo: il suo sogno è quello di liberare gli uomini dalle paure, e questo è il prezzo da pagare.

Ebbene la storia inizia il giorno in cui arriva ad Arileva un bimbo di nome Abelis. Egli con la sua semplicità e le sue domande scardina il sistema protettivo abilmente tenuto in piedi da Ciambellano. Perché non è possibile costruire un’armatura per Abelis? Come mai nasce subito un feeling particolare con Blennenort, cavaliere anziano e zimbello di tutti nella fortezza? E chi è veramente Lutet, la donna che anni prima ha fatto impazzire d’amore il Re?

L’idea che ha ispirato il racconto è forte, ma per non togliere a nessuno il piacere di scoprirla da solo non voglio parlarne. Quel che è certo è che a nessuno sfuggirà il senso di oppressione che si respira sempre di più e che si incammina verso una progressiva liberazione, pagina dopo pagina, fino al lieto fine.

I frequentatori della letteratura fantasy si troveranno un po’ spiazzati, non trovando racconti di grandi battaglie né cattivi ben identificabili e terribili. Gradiranno la lettura, invece, quanti apprezzano il lato poetico della vita, il sentimento delicato, la frase immaginifica, la semplicità delle cose quotidiane, un po’ di sano romanticismo. È questo ciò che ci si può aspettare, ancor più leggendo nella postfazione quali sono alcune delle fonti che l’autore riconosce ispiratrici della sua opera, molto diverse tra loro: Le braci di Sándor Márai, La bottega dell’orefice di Karol Wojtyła, Morte nel pomeriggio di Ernest Hemingway e Le stelle d’inverno di Massimiliano Malerba.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Abelis
Autore: Mauro Leonardi
Genere: Romanzo filosofico
Editore: Lindau
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 180
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.