Adaline- L’eterna giovinezza

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Il tempo si ferma per Adeline. E anche per chi la guarda su uno schermo.

Diretto da Lee Toland Krieger; con Blake Lively, Michiel Huisman, Harrison Ford, Kathy Baker, Ellen Burstyn, Amanda Crew, Lynda Boyd, Richard Harmon, Anthony Ingruber. Paese di produzione: USA. Anno: 2015. Durata: 110 min. Genere: Drammatico.  Prodotto da: Eagle Pictures. In sala dal: 23 aprile 2015. Target: 14+.

Nata nel 1908, all’età di 29 anni Adaline Bowman sopravvive miracolosamente a un incidente. E da quel momento smette di invecchiare….

Quella che pare essere semplicemente una giovane ragazza bionda è in realtà destinata a rimanerlo. Vittima di un incidente stradale, Adaline Bowman viene salvata dalla scarica elettrica di un fulmine che defibrilla il suo cuore, apportando però una straordinaria modifica alle sue cellule: esse non invecchieranno. Così la fototessera non rende mai giustizia all’età, e chi le vive attorno la guarda con stupore misto a gran sospetto. Cambiando di volta in volta nome, è costretta a trasferirsi ogni dieci anni, separandosi dalla figlia che vede invece invecchiare.

Il danno più grande, però, è lo sforzo di non innamorarsi per non lasciarsi ingabbiare da nuovi dislivelli cronologici.Ma è su un ascensore che il tempo, forse per la prima volta davvero, si ferma: un barbuto Michiel Huisman, nel ruolo dell’intrigante Ellis, le offre occhi sereni, poche domande, un barlume di futuro. Ma esiste il futuro per chi “non ha altro che il futuro”?  Eppure quella con Ellis si rivelerà una vecchia storia…

Non la sempiterna signorina Bowman, ma il passare del tempo è il personaggio centrale dell’intera vicenda. Personaggio che non guarda mai in faccia Adaline, la quale, inversamente alle altre donne, nutre il sogno d’invecchiare. Niente elisir d’eterna giovinezza: auspicabile sarebbe il delizioso scivolare nel mondo del bianco e delle rughe. Una Blake Lively dalla compostezza regale, immutabile anche nell’eleganza, atemporale pure nel sobrio vestire, prigioniera degli orologi, che non si aspetta affatto la rivoluzione del terzo atto.

Un film che nei suoi dolci silenzi, nelle sue inquadrature setose, delicate,  ti punta indiscretamente le pupille di cellulosa addosso chiedendoti: e tu? Che ne faresti, tu, di un infinito rotolo di giorni? Lo sprecheresti o sarebbe un gomitolo utile a condurti da qualche parte? E se ti piombasse addosso, come ad Adaline, la scioccante verità: “hai vissuto, ma non hai mai avuto una vita”? Che vuol dire, poi, avere una vita? Banalmente: smettere di esistere e iniziare a vivere.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.