Addio al Liceo Classico

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Heine affermava con ironia che se gli antichi Romani avessero dovuto imparare il Latino, non avrebbero avuto il tempo di conquistare il mondo.
Ma fortunatamente, il Latino lo conoscevano già – come gli Elleni il Greco, d’altronde – e questa favorevole combinazione lasciò loro sufficiente libertà d’azione per espandere la propria cultura;  sui ruderi fumanti di questa cultura pose le sue basi la società medievale e, quindi, l’attuale  popolazione europea.

Il Latino, e ancora di più il greco, si ritirò gradualmente dai banchi della vita quotidiana, costringendo coloro che se ne volessero avvalere a studiarlo per conto proprio, costretti  a ore ed ore di faticoso studio.

E’ un fatto, tuttavia, che dall’Umanesimo in poi, inevitabile appannaggio dei membri della classe dirigente europea fosse la conoscenza delle lingue classiche e della cultura umanistica in generale. Una tendenza che, seppure con consistenti inclinazioni, si è mantenuta, pur claudicante, sino ai nostri giorni. Tra i banchi del Liceo Classico infatti, è venuta a formarsi buona parte dell’ attuale classe dirigente italiana.

Eppure, i dati dell’iscrizioni alla scuole superiori per il prossimo anno scolastico sembrano parlare crudelmente chiaro. Non appare alcuna volontà di ricorrere a mezzi toni. Ecco come tuona l’editoriale de “L’Espresso” nel riportare i dati: “ Il liceo Classico è in via d’estinzione: nel 2013 lo hanno scelto solo 6 ragazzi su 100. Una crisi senza scampo: in tutta Italia tra pochi giorni entreranno in quarta ginnasio 31mila ‘primini’, meno della metà degli oltre 65mila del 2007”.
Una possibilità da tempo prospettata, ma che solo adesso acquisisce le consistenti fattezze di un evento reale. Via il greco e latino e tutti gli allegati letterari che queste due lingue morte si trascinano dietro! Si aprano invece le porte alle materie scientifiche e allo studio delle lingue straniere!
I giovani italiani, forse spinti dalle famiglie più che da una loro scelta personale, hanno optato per licei quali lo scientifico o, ancora di più, il linguistico (che registra un boom di iscrizioni): evidentemente, nella speranza di poter trarre maggior vantaggio al momento di immettersi nel mondo dei test universitari e, successivamente, in quello del lavoro (già di per sé alquanto impervio).

Il dato statistico, riflesso di un mutamento sociale, quindi, risulta inoppugnabile. Non altrettanto immediata e a portata di mano la soluzione al problema.
Cedere del tutto? Lasciare che le materie umanistiche scompaiano dai programmi statali, lasciando spazio ad altre più spendibili a livello pratico? Oppure raggiungere un’armonica intesa ? Favorire la compenetrazione delle due “vocazioni” didattiche: quella letteraria e quella scientifico/linguistica?

In questi casi, è facile lasciarsi tentare da un’ermetica chiusura ideologica. I cultori delle Humanae Litterae tendono ad affermare che “Senza le nostre materie non si potrebbe vivere!”. Falso.
Forse più confinante alla verità è questa ridimensionata affermazione: “Con le nostre materie si vive meglio”. Si potrebbe anche fare a meno di queste materie… ma sarebbe un peccato rinunciarvi, troncare di netto quei sottili filamenti che ci tengono ancorati al nostro passato e, quindi, a noi stessi. Chi non sa da dove viene, non sa neppure dove andare.
Non si può negare che l’approfondimento delle opere letterarie, filosofiche, speculative, a patto di essere ben assimilate dallo studente , contribuiscano positivamente alla formazione della persona; e proprio per questo, fino a qualche decennio fa, esse costituivano il “piatto forte”, quasi esclusivo, della formazione scolastica. Todorov arriva addirittura ad affermare che la Letteratura aiuti a rispondere pienamente alla vocazione di essere umano.

Eppure non si possono chiudere gli occhi davanti al mutamento dei tempi. E’ inevitabile la necessità di far spazio ai nuovi campi d’insegnamento richiesti dall’uomo del III millennio, che tuttavia, nella sua essenza, rimane sempre lo stesso, ieri e come oggi. E forse è proprio questo la chiave di volta, il cardine su cui si dovrebbe far peso al momento di difendere la necessità delle materie umanistiche.
Sarà forse necessario rinnovare il metodo d’insegnamento delle materie letterarie, troppo spesso retrogrado e immutato da decenni. Sono i professori i primi a puntare il dito contro se stessi – o almeno i più illuminati – come Alessandro D’Avenia, professore e scrittore, che afferma: “Il classico è invecchiato per colpa nostra. Non dico che è meglio sapere il greco rispetto all’inglese, ma che dovremmo rinnovare i percorsi in modo da tenere entrambi” .

Un’ardua sfida  quella che dovranno affrontare gli umanisti del nuovo millenio: riuscire a rinnovare l’insegnamento delle proprie materie, rendendole attuali (come se già non lo fossero di per sé); ponendo l’accento su quel valore eterno e universale (per tutti i tempi e tutti i luoghi) che è racchiuso all’interno della Letteratura.

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.

  • Massimo Rossi

    Complimenti per il suo scritto, che ho trovato molto interessante e attuale. Io sono un “vecchio” prof. di latino e greco che insegno nel Liceo Classico dal 1980. Ho dedicato tutta la vita allo studio delle materie umanistiche perché credo fermamente (senza se e senza ma) nell’importanza formativa e culturale delle lingue classiche, che non amo chiamare “lingue morte”, perché per me sono vive, vivissime. Mi sono impegnato oltre al lavoro scolastico e ho scritto libri per la scuola, il maggiore dei quali è stata un’intera storia e antologia della letteratura latina, dal titolo “Scientia Litterarum”. Proprio del sostenere la cultura umanistica, adesso così minacciata dalla superficialità moderna e dall’invasione del “nuovo” (che poi nuovo non è), di chi ritiene cioè che la formazione dei giovani consista solo nel sapere usare un tablet o navigare su internet, ho aperto un blog su cui discuto proprio queste tematiche. Mi farebbe piacere se venisse a darci un’occhiata e magari fare qualche commento. L’url è: http://profrossi.wordpress.com
    Cordiali saluti. Massimo Rossi