After Earth

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Un film di M.Night Shyamalan. Con Will Smith, Jaden Smith, Sophie Okonedo,Zoe Kravitz, Isabelle Fuhrman. Produzione: Blinding Edge Pictures, Overbrook Entertainment. Distribuzione: Warner Bros Italia.  Paese: USA. Anno: 2013. Uscita: 06/06/2013. Target:16+.

Tra gli ultimi film in uscita per questa stagione cinematografica un po’ ondivaga si colloca After Earth, il film fantascientifico di M.Night Shyamalan – uscito  nelle sale di tutto il mondo – con Will e Jaden Smith. La coppia più commovente di Hollywood ritorna sul grande schermo dopo il grande successo de La ricerca della felicità, uno dei film americani diretti da Gabriele Muccino e che ha visto l’esordio cinematografico di Jaden a otto anni.

In questo ennesimo blockbuster estivo gli esseri umani hanno distrutto la Terra, ormai disabitata perché non era più possibile viverci a causa del troppo inquinamento, guerre e cataclismi di ogni genere e grado. Un giorno però il primo comandante degli United Rangers Corps Cypher Raige e il figlio Kitai Raige precipitano con la loro astronave sul Pianeta un tempo bellissimo riuscendo a sopravvivere all’impatto. Will e Jaden Smith per l’appunto. Per riuscire a far ritorno a casa è necessario recuperare un strumento molto delicato in grado di metterli in connessione con il pianeta nel quale abitano. L’unico modo per ritrovarlo consiste in una lunga camminata (100 Km) piena di pericoli e di insidie  che il giovane Kitai dovrà sostenere per riuscire a sopravvivere mentre il padre si ritrova sospeso tra la vita e la morte. Come se la caveranno?  Chi salverà chi? After Hearth non è però un film sulla sopravvivenza in un pianeta ormai senza vita e dove ogni cosa si è evoluta per uccidere gli umani. E nemmeno bisogna frettolosamente liquidarlo come un fumettone fantascientifico non riuscito che porta la firma di un bravo regista in cerca di nuova ispirazione e qui notevolmente al di sotto della sua fama di narratore di storie originali. Il tema declinato nel film è soprattutto una storia di formazione, costruita  intorno al rapporto tra un padre e un figlio senza ricordi in comune e dove Kitai rimprovera il figlio di confondere troppe volte il coraggio con la spericolatezza. Un rapporto minato fin dall’inizio dalle troppe incomprensioni e dalle parole non dette che crescerà insieme ai pericoli che i due dovranno affrontare.  Riusciranno i nostri eroi a ritrovarsi?

Il film in America è stato aspramente criticato e anche in Italia non ha riscontrato un grande successo di pubblico.  Non sappiamo se era davvero nelle intenzioni del regista (che continua a negare) fare di questo film un manifesto di Scientology. Ci piace però questa inclinazione per il lieto fine e il consiglio che Will Smith ha dato al figlio durante la conferenza: “Il lieto fine è una caratteristica tipica del cinema americano. Sappiamo tutti comunque che nella vita reale tutto è molto più complicato. Ogni tanto,però,  il lieto fine nella vita c’è davvero in un modo che sorprenderebbe perfino un produttore cinematografico di Hollywood. Guardati, dunque, da chi dice che il cinema deve avere sempre il lieto fine, ma anche da chi dice che la vita non ce l’ha mai”.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia