Al di là della porta

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E’ un pomeriggio come tanti, tantissimi altri. I suoi genitori sono al lavoro e lui solo a casa, rimane chiuso in camera. Non c’è puzza, ma aria stantia, pesante… Le serrande chiuse non fanno filtrare nemmeno un raggio di sole. Le uniche luci sono quelle azzurrine e artificiali del computer e della tv, e si riflettono nei suoi occhi stanchi e annoiati. Scorre con lo sguardo la schermata di Facebook. Non ci sono richieste di amicizia, messaggi o notifiche. Calma piatta, noia, e non gli resta che cliccare sui nomi a caso e guardare i profili altrui, mentre la tv gli tiene compagnia con una pubblicità.
Almeno una volta ogni cinque minuti guarda il profilo di Valeria Bertini e anche nel resto del tempo difficilmente riesce a pensare ad altro. Le ha inviato un messaggio qualche minuto prima. Lo screen del cellulare si accende e si sente una breve suoneria: è arrivato un messaggio. Sorride. “Finalmente ha risposto!”
Lo apre subito ma il messaggio non è quello che si aspettava, ma “ciao M dai i KMPT X doma?” E il mittente non è Valeria ma Giorgio, un suo compagno di classe.
Questa delusione muove qualcosa in lui, ora improvvisamente prova pena di se stesso, chiuso al buio, di pomeriggio, a perdere tempo. Alza la serranda e si accorge del bel sole e del cielo azzurro, e gli viene voglia di camminare. Senza pensarci si alza dalla sedia, esce dalla stanza, attraversa il corridoio e il salone e si chiude la porta di casa alle spalle. Ancora sul pianerottolo, però si accorge di aver dimenticato le chiavi, e suo padre non tornerà prima delle 8! Sta fermo qualche secondo a pensare. Ma comincia a scendere le scale senza un’idea precisa di dove andare; tranquillo, sorridente e libero come non lo era da tempo. “Chiuso fuori” o “aperto fuori”?

Questo racconto, scritto da Samuele Adorno, è risultato vincitore del premio Cogitoetvolo al concorso “iPlay new… you Play old – verso un’autentica vita felice”, svoltosi a Terrasini (PA) e sponsorizzato da Cogitoetvolo.

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