Alice in Wonderland

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Un film di Tim Burton. Con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway. Fantastico, durata 108 min. – USA 2010. – Walt Disney uscita mercoledì 3 marzo 2010.

L’Alice che tutti ricordavamo dal cartone Disney anni ’50 ormai non è più una bambina: adesso è cresciuta. Giovane sognatrice diciannovenne, Alice è una ragazza sempre distratta e diversa dalle altre, che vorrebbe essere indipendente ma che è invece costretta ad assomigliare al resto della società aristocratica a cui appartiene; dopo la morte dell’ amatissimo padre infatti, l’unico che la capiva e che le dava ascolto, le sue storie stravaganti e i suoi  sogni ricorrenti non hanno più alcuna importanza per nessuno, e il mondo della Londra vittoriana in cui si trova le va stretto tanto quanto i corsetti che è obbligata ad indossare.  Un giorno la bionda e riccioluta Alice deve partecipare con la madre e la sorella ad una festa organizzata in un giardino, che si rivela poi essere un ricevimento organizzato a sua insaputa affinchè  l’arrogante e monotono Hamish Ascot possa chiedere la sua mano. Ma durante la festa la ragazza ha visioni sempre più insistenti di un coniglio con un panciotto e un orologio, e decide così di seguirlo per sfuggire al matrimonio combinato. Cadendo nella tana dell’animale precipita così nel Sottomondo, quel luogo fatto di creature fantastiche che le appariva in sogno fin da quando era piccola. C’è una profezia che la riguarda, e con l’aiuto del Cappelaio Matto, del Brucaliffo, dello Stregatto ecc. , Alice dovrà portare a termine la sua missione e salvare quello che lei in passato aveva chiamato Il Paese Delle Meraviglie.

Pur costretto dalla Disney ad una sceneggiatura fin troppo lineare e tradizionale, Tim Burton ci regala un film pieno di effetti speciali e di sue rivisitazioni, abbandonando momentaneamente la chiave gotica e reinterpretando Alice nel Paese delle Meraviglie servendosi di uno stile più barocco e confusionario, affollato e stravagante.  Il paesaggio del Sottomondo  è però sicuramente oscuro, volendo in questo modo rappresentare la condizione di Alice (Mia Wasikowska) che si trova nel complicato periodo adolescenziale.

Plasmando gli attori (anche fisicamente) a suo piacimento, Burton crea uno scenario fantasy arricchendolo con personaggi eccentrici come il Cappellaio Matto (interpretato alla perfezione da Johnny Depp) delirante e ossessionato dal trauma della guerra, la Regina Rossa (Helena Bonham Carter) estremamente sanguinaria e complessata a causa della sua testa enorme, la Regina Bianca (Annne Hathaway) dolce e premurosa, il Brucaliffo, un bruco blu che fuma narghilè e per questo sempre immerso in una nuvola di nebbia, lo Stregatto, gattone con grandi occhi e soprattutto ampio sorriso e che possiede la capacità di teletrasportarsi.

Dato che  Tim Burton è stato probabilmente limitato dalla Disney forse il risultato non è il film cult che i “burtoniani” più incalliti si aspettavano, ma Alice in Wonderland è una pellicola molto piacevole e adatta a grandi e piccini. Estremamente scorrevole e con la giusta dose di humour, analizza il viaggio interiore di un’adolescente che attraversa un momento difficile della vita.  Alice ne esce infine vittoriosa e capace di essere realmente se stessa, senza fare solo ciò che vogliono gli altri; non ha più paura di distinguersi dalla massa e finalmente riesce a ribellarsi da una società che non le appartiene, e nel ricordo del papà scomparso torna ad essere fiera di ciò che è: leggermente folle e eterna sognatrice. D’altronde, come le diceva sempre lui, “Tutti i migliori sono matti”.

 

Cogitoetvolo