All Is Lost

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Un film di J.C. Chandor. Con Robert Redford. Genere: Drammatico. Rating: 13+. Durata: 106 min. USA 2013. Universal Pictures. Data di uscita: 6 febbraio 2014. 

Un uomo naviga a vista nell’Oceano Indiano. Colpito da un container alla deriva, ripara la falla e libera lo scafo dall’acqua imbarcata. Si organizza allora per affrontare l’arrivo di una violenta tempesta che, forte e implacabile, ha la meglio sull’imbarcazione.  Precipitato in mare, riemerge e, ferito, getta in acqua un natante gonfiabile. Al termine della tempesta recupera i mezzi di sostentamento e i più utili oggetti di navigazione con i quali riesce a calcolare la sua posizione. Dopo aver assistito all’affondamento della sua barca a vela, continua a resistere con tutte le proprie forze, senza arrendersi alla natura e alle incessanti tempeste…

All Is Lost racconta la storia della sopravvivenza di un uomo in mare: nonostante un campionario completo di disgrazie marine si abbatta su di lui, egli lotta con tutte le sue forze contro una natura fiera e irriducibile. A differenza dal ragazzo indiano e naufrago del recente Vita di Pi di Ang Lee, l’uomo senza nome interpretato da Robert Redford non ha una controparte con cui dover condividere pochi metri di spazio, ma è completamente solo. Le sue azioni parlano per lui, nel far fronte con caparbia efficienza ad ogni avversità, e non si conosce nulla del suo passato e del suo carattere, se non le poche parole affidate al mare e allo spettatore, con cui si scusa, giurando di aver provato ad essere sincero, forte e gentile, ad amare e ad essere giusto. Non ci sono preludi o flashback che raccontano episodi della vita del protagonista, né sequenze oniriche che spezzano la monotonia dell’oceano. In All Is Lost tutto è perduto: c’è solo un uomo e il suo desiderio di sopravvivere.

A guidare Robert Redford, che sostiene tutto il film con una recitazione fisica e silenziosa, troviamo Jeffrey C. Chandor, promettente regista al suo secondo lavoro dopo il già convincente Margin Call. Se però quello era un esordio intessuto di dialoghi e incentrato sulla crisi economica (quindi sulle ricadute concrete di concetti astratti), All Is Lost si colloca all’estremo opposto. Nella claustrofobica desolazione dell’oceano aperto, nella solitudine profonda del protagonista, nel suo ostinato silenzio e nella continua manualità richiesta dalla situazione contingente, il film trova gli ingredienti adeguati ad impostare un racconto quasi ascetico e spirituale, eppure sempre più avvincente ed emozionante all’aumentare delle difficoltà che il protagonista è costretto ad affrontare. La grande prova di Robert Redford conquista lo spettatore con la composta e disperata dignità che traspare dalla calma e dalla determinazione dei suoi gesti.

Se tradizionalmente ad Hollywood un viaggio non è mai solo un viaggio, ma ad ogni avventura finisce sempre per accompagnarsi una crescita personale, qui invece non c’è alcun riferimento ad un’evoluzione interiore o al superamento di un trauma passato. Nonostante ciò, All Is Lost, esaltando la primordialità dello scontro (apparentemente senza speranza) tra l’uomo e la natura, è un film capace di appassionare anche con un solo protagonista abbandonato in mezzo all’oceano e ricorda l’epica dei migliori racconti di London, Hemingway e Conrad, configurandosi come una sfida per la sopravvivenza, riportata alla sua radicalità e asciugata da sovrastrutture simboliche.

Attraverso un uso sapiente e attento delle regole marinare e di preziosi dettagli (come l’impiego di strumenti “analogici” quali le carte nautiche al posto di radio e GPS ormai inutilizzabili) che rendono felici gli esperti e affascinano i profani, il regista non cattura solo l’essenza del mare e di chi naviga a vela e in solitaria, ma sembra addirittura suggerire una chiave di lettura più profonda. Infatti, mediante un personaggio che, servendosi della logica, della temerarietà e della tenacia, rilancia continuamente la vita e la volontà di restarci, Chandor offre una rappresentazione della situazione esistenziale dell’uomo contemporaneo, solo, sconvolto e sballottato dagli eventi, costretto a contare sulle proprie forze e sulle proprie esperienze per trovare una salvezza, forse immeritata.

Studente di ingegneria, appassionato di cinema e musica.