Alla moda

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L’errore di molti adolescenti è quello di fare riferimento a qualcosa o qualcuno di ambito, di noto, di desiderato, per impostare il proprio look. L’adolescenza è un periodo molto delicato dove il carattere di ogni ragazzo o ragazza va a scontrarsi inesorabilmente con la società che impone canoni di bellezza estetica spesso irraggiungibili. Sfogliando le riviste ci troviamo di fronte ad icone perfette, di una bellezza statuaria.

Anche a scuola, per tradizione, in molti istituti vengono eletti la più bella e il più bello, diventando anche loro modelli da imitare ed emulare, come del resto sempre ci propongono i film sui teen-agers americani. Agli albori dell’adolescenza, spesso, si è così deboli e fragili, privi di esperienze personali, da diventare terreno fertile per l’insicurezza! Allo stesso modo, è molto facile cadere nella trappola dell’influenzabilità e spesso la scorciatoia per i giovani è imitare chi pensi “valga più di te”!
Se provassimo solo ad osservare per strada, nei locali, sui mezzi pubblici, i giovani di oggi, noteremmo tutti subito:1) omologazione 2) cattivo gusto 3) insicurezza nel dimostrare il proprio carattere nel modo di vestire.

Ragazzi con pantaloni calati fino al ginocchio, ragazze sempre con ombelico in evidenza o gambe e scollature in vista! Tutto per mostrare, farsi notare, non rimanere nell’ombra! Così facendo però si sopprime il proprio “Io”, la propria personalità, ciò che può renderci unici, ai nostri occhi e a quelli degli altri.

Forse, ciò che manca, che distoglie e devia le menti dei giovani nell’apprezzare la semplicità ed il buon gusto nel modo di vestire, è la poca cultura del mondo della moda che la scuola e la famiglia stessa propongono. Bisognerebbe calamitare l’attenzione dei giovani sul buon gusto, magari quello dagli anni Cinquanta ai Settanta. Basterebbero semplicemente piccoli aneddoti o racconti, foto, di genitori, nonni e professori, per creare una vera e propria cultura del vestire, che fa parte dei ricordi di ognuno di noi! Oltre a ciò, mi piacerebbe che venisse insegnato ai giovani ciò che la moda e gli stili ci hanno insegnato, a partire dal “new look” negli anni Cinquanta (Christian Dior), fino a retrocedere agli anni Venti e Trenta. Già allora, Coco Chanel, un’autentica icona di stile, arrivò persino ad affermare che “la sensualità di una donna si può emanare anche con un abbiglio vagamente maschile!”.

Ciò ovviamente non significa che i giovani di oggi debbano imitare pedissequamente i dettami del passato, ma semplicemente fare tesoro di quello che è stata la moda di un tempo e soprattutto comprenderne l’eleganza e lo spessore che ha generato negli anni, farne esperienza e riportarlo in maniera semplice alla propria personalità, magari con un piccolo sguardo ai giorni nostri! Sono convinta che ogni ragazza ed ogni ragazzo dovrebbero filtrare tutte le sollecitazioni che arrivano dall’esterno per creare uno stile personale e originale. Che, tra l’altro, non necessariamente significa costoso!
Il mio consiglio, allora, ragazzi è, quando vi svegliate la mattina, di aprire l’armadio e vestirvi senza aver paura del giudizio omologato altrui. Vedrete che uscendo di casa vi sentirete molto più sereni di confrontarvi con il mondo!

Articolo pubblicato su Familiariamagazine.it

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