American Sniper

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La vita tormentata di Chris Kyle. Il più “efficiente” cecchino americano …

Un film di Clint Eastwood. Con Bradley Cooper e Sienna Miller. Fotografia: Tom Stern. Sceneggiatura: Jason Hall.  Produzione: 22&Indiana Pictures. Distribusione: Warner Bros. Paese: USA. Uscita nelle sale: 01 Gennaio 2015. Durata: 132 min. Target: +18.

Chris Kyle è un giovane texano che passa le giornate, insieme al fratello minore, desiderando di diventare Cowboy. Le giornate scorrono monotone tra rodei e belle ragazze. L’11 settembre 200l a causa dell’attentato alle Torri gemelle, in Chris scatta il desiderio di sentirsi utile per la propria Nazione, mettendo in pratica l’insegnamento del padre che paragonava il vero uomo al pastore tedesco: fedele e pronto ad usare la violenza solo per difendere.

Ma a Chris non basta soltanto arruolarsi. Desidera entrare nel corpo dei SEAL, la squadra speciale dell’esercito americano a cui competono le operazioni più rischiose dove Chris si distingue subito anche nelle situazioni più rischiose in cui sono coinvolti i bambini e le donne. Con freddezza e lucidità svolge il suo ruolo di cecchino, meritandosi dai compagni il soprannome di “Leggenda” non solo per l’alto numero di bersagli colpiti, ma anche per la sua estrema capacità di essere un affidabile angelo custode per i compagni impiegati nelle operazioni di terra.

La fama della “Leggenda” però si diffonde anche tra le file dei terroristi, che si attivano per colpire con più ferocia. Nei mesi trascorsi in Iraq, Chris tocca con mano la crudeltà della guerra, la meschinità dell’essere umano, la sua disumanizzazione ed il dolore per i compagni persi in guerra. Nonostante in America lo aspettino moglie e figli per Chris è assai difficile tornare alla normalità. Normalità che oscilla tra la banalità e l’insofferenza in cui il guerriero che è in lui non si ritrova risultando assente nonostante sia fisicamente presente. Chris lotta da solo anche contro le ferite profonde della guerra, quelle sedimentatesi in fondo al cuore, quelle che gridano in silenzio per essere curate. Incapace di regalare la parte migliore di sé alla sua famiglia, ritorna in Iraq per altre tre lunghe spedizioni, collezionando un totale mille giorni in quello che è un inferno in terra.

Chris lotta non perché avverte il suo mestiere come un mero dovere, ma come una missione per il bene comune a cui si offre in dono la propria vita o la propria morte. Chris lotta per la pace, quella pace che sembra un miraggio dentro ogni una tempesta di sabbia, quella pace spentasi negli occhi di un bambino usato e sfruttato come mina umana, o negli occhi di un innocente ucciso brutalmente dal nemico per vendetta, per sfida, per gioco. In America quella vita continua a perseguitarlo, ad inseguirlo. Incontra ex veterani, uomini che hanno perso qualche arto per colpa di una bomba, uomini ridotti alla schiavitù della sedia a rotelle per aver combattuto una guerra che ha rimescolato e rinfocolato quell’originario sentimenti d’odio, per cui l’uomo arriva ad odiare un suo simile cioè sé stesso.
Nella semplicità della vita familiare, di una festa di compleanno o di una passeggiata con la moglie, Chris non riesce a scorgere la bellezza della quotidianità e del dono più prezioso che è riuscito a conservare: la vita.

Angosciato dal non essere in servizio attivo presso i SEAL si rivolge ad uno specialista che ricordandogli l’antico valore, gli insegnerà che non importa quanto lontano si vada per essere utili, l’importante è esserlo; ed anche nella vita di tutti i giorni senza bombe e carri armati, ci sono uomini che soffrono e che hanno bisogno di tornare a vivere. Così Chris decide di offrirsi come istruttore al poligono per soldati con gravi menomazioni e così nell’essere un buon insegnante e nel vedersi arricchito dalla gratitudine di compagni più sfortunati di lui comprende la bellezza dell’essere padre e la gioia dell’essere marito.

La vita di Chris si spezza brutalmente un pomeriggio qualunque per mano di un folle che decide di sparargli al poligono di tiro. L’amara irona della vita: essere sopravvissuti alla guerra per morire in tempo di pace.
American Sniper è un film maestoso, profondo in cui Clint Eastwood ha riversato tutta l’amara poesia e tragedia della guerra, focalizzandosi sull’essere umano, sull’uomo come soldato, senza polemizzare sull’utilità degli eventi bellici, ma concentrandosi sugli effetti deleteri che coinvolgono e colpiscono chi vive tutti i giorni con il terrore e la paura di non poter rivedere il sole sorgere.

Il pathos della narrazione si vive in maniera catartica. Lo spettatore riesce ad immedesimarsi nei tormenti e nella soffocata disperazione di Chris, ex ragazzo di campagna divenuto uomo grazie alla durezza ed all’asprezza della guerra. E la guerra si presenta nella sua crudezza, nella pienezza e nel realismo più vero e toccante di chi la vive. Un film sorprendente per l’autenticità, in quanto Chris Kyle la “Leggenda” è stato un soldato del corpo dei SEAL realmente vissuto e tragicamente scomparso nel 2013. Ma la gratitudine e il ricordo di questo eroe di guerra restano impressi ancora oggi negli occhi e nel cuore degli Stati Uniti d’America.

Valentina Ragaglia

Classe ’91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»