Amoris Laetitia: il documento del Papa sulla famiglia

0

Alla riscoperta della gioia dell’amore, per rendere bella la nostra famiglia

Capita a volte di dover “passare all’altra riva”. Vi sono tempi, nella storia della Chiesa, nei quali non è possibile rimanere ancorati al passato. Bisogna mollare gli ormeggi e salpare, intraprendere con coraggio nuove vie, senza temere le difficoltà. Ma il fine non è mai quello di adattare il Vangelo, o peggio ancora accomodarlo al cambiamento dei tempi, perché, come affermava Papa Giovanni XXIII, «il Vangelo non cambia, siamo noi che iniziamo a comprenderlo meglio». Il mutare dei tempi sollecita la Chiesa ad una nuova consapevolezza del Vangelo e di sé stessa. È questa la bellezza insita nel dinamismo della crescita: i nuovi interrogativi dell’uomo sono la spinta per avvicinarsi sempre più alla verità della fede.

Venerdì 8 aprile è stata pubblicata l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, “la gioia dell’amore”. Un documento di ben 264 pagine che raccoglie i frutti dei due Sinodi indetti da Papa Francesco per trattare il delicato tema della famiglia. Chi si aspettava una rivoluzione, è rimasto deluso. Il Papa chiarisce fin dalla premessa: «Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano. Staremmo privando il mondo dei valori che possiamo e dobbiamo offrire». Ai dibattiti che nei mezzi di comunicazione esortano la volontà sfrenata di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, la Chiesa risponde con un forte desiderio di migliorarsi, riconoscendo i propri errori passati: «Dobbiamo essere umili e realisti, per riconoscere che a volte il nostro modo di presentare le convinzioni cristiane e il modo di trattare le persone hanno aiutato a provocare ciò di cui oggi ci lamentiamo, per cui ci spetta una salutare reazione di autocritica». Ma ora si cambia rotta: approfondire, accogliere, aprire le porte. In che modo?

L’Esortazione affronta la famiglia a 360°: la realtà quotidiana del matrimonio, la dimensione erotica, la verginità, l’educazione dei figli, la teoria del gender, la comunione ai risposati, l’utero in affitto, l’omosessualità. Papa Francesco tocca i temi d’etica più scottanti e lo fa senza rinnegare il messaggio e i valori della Chiesa. Fin da subito condanna la distinzione giornalistica tra fedeli “regolari” e fedeli “irregolari”: la Chiesa accoglie tutti. Afferma il Papa: «Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia “immeritata, incondizionata e gratuita”». L’invito è rivolto ai sacerdoti, ma anche ai laici: andare incontro alle situazioni più difficili e dolorose, così come Cristo si è fatto incontro a noi. La parola d’ordine è misericordia: amare chi soffre, chi sembra aver perso se stesso, chi è insicuro, amarlo e aiutarlo a ritrovare la felicità perduta. È questa la regola che si applica in tutti i singoli casi: amore e totale apertura verso i risposati, per costruire un cammino comune; amore e dialogo verso gli omosessuali, per crescere entrambi; amore in famiglia; amore e attenzione verso i figli e nella loro educazione, anche in quella sessuale; amore e rispetto verso una nuova vita. La Chiesa non snatura se stessa ma pone nuovamente al centro il più alto degli insegnamenti del Vangelo: l’amore è il parametro che rende la nostra vita più bella. Il resto viene da sé.

A pensarci bene, si tratta di una vera rivoluzione, nel senso antico del termine. Il latino volvo indica letteralmente l’azione di svolgere un rotolo di papiro, revolvo significa dunque svolgere di nuovo, rileggere. Approfondire e migliorare.

Alvise Renier

Perdutamente affascinato dalla domanda che il pastore errante dell'Asia non riesce a trattenere di fronte al cielo stellato: “Che fai tu Luna in ciel?”. E’ lo stupore il sale della vita! Amante della realtà in tutte le sue sfaccettature: continuamente teso alla ricerca della meraviglia e dell'infinito. Acerrimo nemico dell’indifferenza e terribilmente curioso, assetato di conoscenza, inguaribile ottimista. Scrivo per andare oltre, al cuore della realtà.