Analfabetismo funzionale: paura della paura

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Gli analfabeti funzionali hanno paura di immigrati, vaccini, lobby di ogni genere, politica e di tanto altro

Al bar, al mercato, dal barbiere e soprattutto sul Web. Ovunque andrete, troverete sempre un tuttologo, un saggio, un genio incompreso che, dopo aver studiato presso l’Università della vita, conosce cause e soluzioni di tutti i problemi della società.

“Gli immigrati? Aiutiamoli a casa loro!”
“I vaccini? Succo d’arancia e passa tutto!”
“I politici? Mandiamoli a casa!”
“Il troppo caldo? “Basta eliminare le scie chimiche!”

STOP.
Fermiamoci tutti un attimo e ragioniamo.
MA CHE STIAMO DICENDO?!
Ci rendiamo conto che siamo circondati dall’ignoranza più assoluta? Ignoranza accompagnata da arroganza e prepotenza.

Fate una prova.
Qualunque ora o qualunque giorno oggi sia, andate su Facebook, cercate la pagina di un qualsiasi quotidiano e leggete i commenti sotto i loro post. Più è discusso il tema di cui si parla e più saranno succulenti i commenti.
Commenti che, spesso, vengono scritti senza neanche aver letto il contenuto dell’articolo. Un titolo basta per comprendere le verità del mondo.

E allora via agli insulti nei confronti di chi educatamente ha espresso un’opinione basata su prove, dimostrazioni e – perché no? – metodo scientifico. Meglio difendere la bandiera della maleducazione attraverso argomentazioni che non stanno né in cielo, né in terra.

Leggere i commenti su Facebook ti apre un mondo. Scopri i peggiori complotti. La parola più usata è “lobby“. Esisterà sempre un banchiere o una multinazionale farmaceutica che tiene nascosta la cura al cancro ma che vende vaccini inutili.

Ma cos’è che porta un analfabeta funzionale a parlare a sproposito?
La paura.

La gente ha paura. Ha paura di ciò che non conosce. Ha paura di ciò che può nascondersi dietro l’evidenza. Perché l’uomo moderno è consapevole del fatto che il dio denaro riesce a cambiare persino le idee.
Grazie a questo semplice assunto, si parte in un viaggio che ci porta nell’incantevole mondo dei film mentali.
Le case farmaceutiche hanno già trovato la cura al cancro, ma la chemioterapia è più redditizia.
Case farmaceutiche che sono scatenate perché, non contente di tenere sotto scacco il mondo col cancro, decidono anche di guadagnare dalla vendita di futili vaccini.
E poi ci sono i politici, uomini che per mestiere sono scansafatiche con uno stipendio da paura. E poi sono anche ladri. Ma effettivamente conosciamo davvero il ruolo di un politico? Abbiamo mai lavorato presso una casa farmaceutica? Conosciamo il mondo delle ONG e della tratta di esseri umani?
Cosa ne sappiamo noi questo immenso iceberg di cui riusciamo a vedere solo la punta?

Il mondo è complesso e non può essere decifrato con la semplicità che si trova nei commenti sgrammaticati degli webeti. Il mondo andrebbe innanzitutto vissuto, visto da più prospettive.
La nostra è quella di una società in cui esiste la crisi economica, in cui non si riesce ad arrivare a fine mese, in cui la politica non si attiva, le banche ci opprimono, gli immigrati ci rubano il lavoro e le case farmaceutiche speculano.
Eppure dovremmo stare nei panni di un politico, di un banchiere, di un immigrato, di una ONG, di una casa farmaceutica.
Cosa scopriremmo?
Scopriremmo delle verità.
Ma è davvero utopico che i critici della società possano mettersi nei panni altrui. Molto più semplice sparare a zero nei confronti di sconosciuti come dei veri leoni da tastiera.

Un momento. Ecco una notizia dell’ultimo minuto:
“PC SVILUPPANO UNA PROPRIA COSCIENZA E PARLANO TRA LORO CON UN LINGUAGGIO NON COMPRENSIBILE PER L’UOMO”
Che bel posto internet. Corro a leggere i commenti degli analfabeti funzionali. Certamente la lobby degli informatici sta pensando ad un modo per conquistare il mondo attraverso i robot, ma questi si ribelleranno e prenderanno presto il potere.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.