Applausi per Alessandra Amoroso

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C’è chi li ama, chi li odia, chi li lascia indifferenti. I talent show fanno discutere, al di là dei programmi così simili nelle formule, sull’effettiva loro validità artistica. Tanti volti, tante voci spesso intonate, ma in fondo, poco sugo, dicono i detrattori: per essere artisti, ci vuole altro.

In realtà, il talent show va forse preso per quel che è: un’altra occasione per chi cerca una chance nel mondo dello spettacolo. Poi, chiuso il programma televisivo, alla fine conta quel che sai fare, se hai davvero personalità, capacità e… talento per andare avanti. Altrimenti, sparisci.

La riprova è nella lista di tutti i partecipanti che dai talent show hanno strappato una striscia di visibilità: quanti hanno davvero raggiunto la grande popolarità? Pochissimi. Svanita l’onda fresca portata dalla trasmissione televisiva, i più sono finiti nelle retrovie. Con qualche eccezione. Una di queste, la più clamorosa, è Alessandra Amoroso.

La giovane pugliese, dopo essersi barcamenata per anni in concerti nei locali e provini finiti male, approda nel 2008 ad “Amici” e a colpi di ugola sbaraglia la concorrenza vincendo il talent show. Subito dopo, pubblica un EP, Stupida, che si proietta ai vertici delle classifiche e totalizza vendite per oltre 200 mila copie.

Per Alessandra inizia una girandola di impegni, tra cui brillano l’invito di Laura Pausini a partecipare al mega concerto tutto al femminile “Amiche per l’Abruzzo” e l’offerta di Claudio Baglioni a salire sul palco della manifestazione “O’ Scià” che organizza ogni anno a Lampedusa.

Un inizio di carriera con il botto, senza dubbio, ma c’è bisogno di una conferma. Arriva nel 2009 con l’uscita del cd di debutto Senza nuvole, che vola nelle chart. Subito dopo, Gianni Morandi la vuole accanto a sé nelle quattro puntate dello show televisivo “Grazie a tutti”, dove Alessandra se la cava egregiamente. Intanto, un sondaggio indetto da MTV e Sky.it la elegge come artista più amata in Italia, incassando 6 milioni e 250 mila voti su un totale di 13 milioni.

Una popolarità che si cementa in modo definitivo nel 2010 con la pubblicazione del cd Il mondo in un secondo che rimane in classifica per oltre un anno e produce due tour da “tutto esaurito”. Proprio da questi concerti è stato realizzato il recente cd/dvd Cinque passi in più, che raccoglie il meglio della produzione di Alessandra con qualche cover e l’aggiunta di cinque brani inediti incisi in studio che seguono la scia di un gradevole pop melodico, capaci di esaltare la sua bella voce.

 

Un nuovo album vuol dire anche riprendere la promozione. Ti pesa farla?
Mi costava più in passato, ero spiazzata, non sapevo bene come gestire tutta quest’attenzione, oggi ho acquistato maggior sicurezza con i media. Certo, è un po’ pesante sottoporsi a trecento interviste, ma sarei ingenerosa se mi lamentassi. È un altro modo per parlare di musica.

E di musica ce n’è parecchia in questo cd, tra live e studio.
Sono i due aspetti del mio lavoro. La parte più corposa, registrata dal vivo, racconta l’emozione e l’adrenalina che provo nel salire sul palco. I nuovi brani, invece, li ho incisi per dare qualcosa in più ai miei fan, per far sapere loro che sono sempre attiva, che non sono sparita.

Timore di perdere quanto conquistato?
Nell’universo della musica basta poco per eclissarsi e poiché mentre si selezionavano i brani live è spuntata l’idea di aggiungere qualche pezzo nuovo, mi sono fiondata in studio. Sono scaturite queste cinque canzoni, questi “cinque passi in più” da aggiungere al mio cammino musicale.

Cosa aggiungono questi inediti al tuo percorso?
Segnano un’ulteriore crescita nella mia carriera perché ho dovuto misurarmi con arrangiamenti diversi e dare interpretazioni differenti rispetto al passato. In questi tre anni, penso di aver fatto dei piccoli miglioramenti e spero si sentano nelle canzoni. 

I brani musicalmente seguono il consolidato solco del pop romantico, a cui ci hai abituato.
È il genere con cui riesco meglio a esprimere i miei stati d’animo; quando provo a cantare certe melodie, mi sento a mio agio, riesco a liberarmi dalle mie ipotetiche paure o insicurezze. D’altra parte, rispecchiano un lato del mio carattere: non sono solo quella che ride e scherza, ho anch’io i miei momenti di sofferenza o di tristezza.

Eppure, in passato, ricordo la tua passione per la black music. Che fine ha fatto?
C’è sempre, viva e vegeta. Infatti nel cd ci sono alcune cover delle grandi del soul come Aretha Franklin o Gloria Gaynor. Io sono anche questo tipo di musica, un po’ pazza, dove si balla e si esprime la gioia e l’allegria di fare questo mestiere.

Ti piace di più stare sul palco o in studio?
Sono due facce diverse del mio lavoro, entrambe importanti. Il concerto è in assoluto il momento più bello, quello che preferisco; ma anche in sala riesco a emozionarmi quando canto, mi metto a piangere anche lì… D’altra parte, non riuscirei a cantare brani che non mi trasmettono qualcosa.

In questi anni, hai fatto tante esperienze diverse. Vorrei però sapere le tue impressioni su tre eventi a cui hai partecipato. Il primo è “Amiche per l’Abruzzo”.
Innanzi tutto sono stata orgogliosa di aver dato il mio modesto aiuto per questa causa con le mie canzoni. E poi ho vissuto un momento elettrizzante cantando in uno stadio insieme alle maggiori star italiane: mi sembrava un sogno nel conoscere tutte quelle cantanti straordinarie.

Il secondo è “O’ Scià”, che ti ha ospitato per due volte.
Baglioni è stupendo e sulla sua grandezza di artista credo non ci sia bisogno di aggiungere nulla. Gli abitanti di Lampedusa mi hanno accolta con affetto ed è stato stupendo cantare su quel palco e aver avuto l’occasione di tornarci.

Infine, “Grazie a tutti” in tv con Morandi.
È stata senza dubbio una prova diversa dal solito, in cui abbiamo visto tutti che come valletta riesco a cavarmela… A parte le battute, ho cercato di dare il massimo in una situazione nuova per me, tanto che a metà della prima puntata, dietro le quinte, sono quasi collassata, avevo 38 di febbre e l’ansia a mille. In ogni caso, un’esperienza arricchente, fatta accanto a un mito della musica dall’energia inesauribile e dalla cordialità contagiosa.

Parlando di Morandi, viene in mente Sanremo. Stai facendo un pensierino al prossimo Festival?
Non vorrei essere fraintesa ma, pur considerando Sanremo una manifestazione prestigiosa, in questo momento mi trovo in una fase della carriera in cui preferirei non partecipare. Sto facendo tante cose, e tante rimangono da fare, e va bene così.

Hai un rapporto forte con i fan. Quanto sono importanti  per te?
Tantissimo. Quello che si è creato tra noi è davvero qualcosa di speciale. Sono loro stessi che spesso mi dicono di staccare, di prendermi una pausa, perché non sono mai ferma e ho sempre il timore di deluderli. Siamo una grande famiglia e da parte mia cerco sempre di farli stare bene attraverso la musica.

Articolo tratto da Dimensioni Nuove

Cogitoetvolo