Archivio Vaticano: quell’archivio Segreto poco segreto

5

“Lux in arcana: l’Archivio Segreto Vaticano si rivela” è il titolo della mostra di  100 documenti vaticani visibili ai Musei Capitolini di Roma, dal 1° marzo al 9 settembre 2012, in occasione dei 400 anni dalla fondazione. “Visibili”, appunto, ai visitatori che possono scoprire qualche aneddoto storico in più, ammirare le antiche pergamene, osservare da vicino le antiche scritture curiali ecc… Una bella iniziativa che offre un assaggio delle ricchezze dell’archivio vaticano a tutti, ai non specialisti che, molto probabilmente, non hanno mai avuto una così facile opportunità o, forse, la curiosità di vedere da vicino documenti antichi, codici miniati ecc… e che, invece, spinti dal misterioso fascino verso i “segreti” del Vaticano, hanno un motivo in più per interessarsi a questi bellissimi pezzi di storia. Un evento culturale degno di nota, che “rivela” l’affascinante mondo dell’archivistica, della paleografia e della diplomatica al vasto pubblico non esperto nel settore, ma da ridimensionare nel suo aspetto di evento mediatico straordinario, perché, in realtà, non “rivela” più di quanto non sia già normalmente fruibile agli studiosi di tutto il mondo e di qualsiasi credo.

L’Archivum Secretum Vaticanum – fondato nel 1612 da Papa Paolo V per meglio conservare tutti i volumi e i documenti antichi custoditi in vari luoghi del Vaticano – fu così denominato non perché “segreto” nel senso attuale del termine, bensì “privato” del pontefice, ossia di sua suprema ed esclusiva giurisdizione. L’Archivio Vaticano infatti, così come gli archivi degli altri stati, custodisce documenti nati inizialmente con finalità giuridiche, amministrative, pratiche, che riguardano il Governo della Chiesa e servono quindi al Papa e alla Santa Sede; solo in un secondo momento – come d’altronde tutti i documenti – essi possono essere considerati beni culturali di rilevanza storica da valorizzare e studiare: i documenti antichi “sono la testimonianza della vita e delle opere della Chiesa, e formano nel loro insieme una documentazione unica; essenziale e insostituibile, che è destinata innanzitutto a servire la Chiesa stessa, e merita di essere conservata anche a vantaggio degli studi storici” (dal motu proprio La sollecitudine pastorale di Papa Giovanni XXIII).
L’immenso patrimonio documentario – oltre 600 fondi archivistici, 85 km di scaffalature – è a disposizione degli studiosi di tutto il mondo dal 1881, su disposizione di Papa Leone XIII. Da allora l’Archivio Segreto Vaticano può essere considerato un  importantissimo centro di studi e ricerche a livello mondiale, data la mole e l’ importanza dei documenti conservati e studiati, che vanno dal Medioevo ad oggi (la documentazione parte dal XII secolo, ad eccezione di qualche documento più antico risalente anche al VIII sec. non andato perduto).

A questi documenti, che riguardano l’attività degli organi centrali dello Stato Pontificio e soprattutto l’attività spirituale della Chiesa in tutto il mondo, si devono aggiungere tutti quei documenti ecclesiastici e religiosi che sono testimonianza dell’immensa attività della Chiesa Cattolica e che si trovano negli archivi diocesani, parrocchiali, archivi dei monasteri, delle congregazioni religiose ecc… A proposito di queste ultime è bene ricordare, tra l’altro, che un gran numero di fonti archivistiche si trova negli Archivi di Stato Italiano, in conseguenza della legge di soppressione  emanata dall’allora neonato Regno d’Italia. Per non parlare di tutti quei fondi archivistici dello Stato Pontificio che,  al momento della presa di Roma nel 1870,  si trovavano al di fuori delle mura leonine e di cui, pertanto, se ne impadronì il nuovo stato unitario italiano e sono ora conservati nell’Archivio di Stato di Roma. Con l’Unità d’Italia anche gli archivi degli organi periferici dello Stato Pontificio passarono agli Archivi di Stato delle nuove province italiane, prima pontificie. Altri documenti pontifici invece andarono perduti durante il trasporto a Parigi nel 1810 dell’intero Archivio Segreto Vaticano, geniale idea di Napoleone (fu poi riportato a Roma nel 1815).

Documenti tutt’altro che segreti e misteriosi dunque, liberamente consultabili da studiosi qualificati di tutto il mondo, e non certo da certuni fanta-storici complottisti, anche solo per il semplice motivo che non saprebbero ricercare i documenti e, oltretutto, non saprebbero nemmeno leggere le scritture più antiche.
Gli unici “segreti”e “misteri” dell’Archivio Vaticano sono proprio questi, legati alla preparazione specialistica e al limite cronologico di consultabilità, diverso da Stato a Stato ma presente in tutti i Paesi.
In Vaticano in realtà non esiste una norma precisa in tal senso che stabilisce gli anni passati i quali diventano consultabili le carte relative ad un pontefice defunto, ma sono i papi regnanti che, di in volta in volta, concedono il libero accesso ai documenti “per pontificati”.
Perché questi limiti? Per tutelare la privacy non solo del pontefice ma anche di tutte le persone coinvolte. C’è inoltre una motivazione “pratica”: servono anni di lavoro affinché gli esperti archivisti riordinino tutte le carte relative ad un pontefice defunto, in maniera tale da renderle fruibili agli studiosi (il che non è un lavoro facile: l’archivio non è una biblioteca, e l’archivista non è un semplice bibliotecario). Basti pensare che attualmente si possono consultare solo i documenti fino al pontificato di Papa Pio XI (1939), mentre quelli relativi al pontificato del tanto discusso Pio XII sono ancora in corso di riordinamento. Si aspetta quindi l’apertura alla consultazione di questa documentazione per fare finalmente luce sul suo tormentato pontificato e dimostrare la verità.

E in Italia? In Italia il Codice dei beni culturali stabilisce che “i documenti conservati negli Archivi di Stato e negli archivi storici” degli enti pubblici “sono liberamente consultabili ad eccezione di  quelli dichiarati di carattere riservato (…) relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data; di quelli contenenti i dati sensibili nonché i  dati relativi a provvedimenti di natura penale (…)  che diventano consultabili quaranta anni dopo la loro data. Il termine è di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare” (art. 122)

Nulla di strano, dunque, nella prassi dell’Archivio dei papi.
Gli innumerevoli documenti dell’Archivio Segreto Vaticano non aspettano altro che valenti studiosi di tutto il mondo “svelino” a tutti i “segreti” che contengono e contribuire così alla diffusione della cultura e della verità storica: “la Chiesa non deve aver paura della verità” scriveva Leone XIII, il Papa che, ricordiamo, nel 1881 aprì alla consultazione degli studiosi l’Archivio Segreto Vaticano.

 

Rossella Rumore

Apparentemente distratta ma attenta e curiosa, con picchi di pignoleria - da far rimpiangere la Rossella assai disordinata e sbadata - soprattutto quando si tratta di chiamare le cose con il loro nome, senza se e senza ma... Amo scoprire le sorprese della vita e il mondo a poco a poco… Il mio motto preferito è quello dei ragazzi de La Rosa Bianca: "uno spirito forte, un cuore tenero"

  • Guest

    Bellissimo!
    Vale la pena ricordare che chi ha scritto l’articolo è laureanda in Scienze Storiche con Palerografia, Diplomatica e Archivistica superate con 30/30.
    Questo lo scrivo non per vantare la persona, ma semplicemente per dire che l’articolo è scritto da qualcuno qualificato, non da “fanta-storici”.

  • Saveriosgroi

    “L’archivio è a disposizione degli studiosi di tutto il mondo dal 1881, su disposizione di Papa Leone XIII.”
    Un altro luogo comune smontato 🙂

  • Ilaria T.

    Purtroppo c’è davvero tanto di costruito intorno al Vaticano…circa un anno fa io ho avuto il privilegio di fare delle ricerche nella biblioteca apostolica vaticana: un posto MERAVIGLIOSO con dei volumi e delle sale di straordinaria bellezza. Per non parlare poi della gentilezza, della professionalità e della competenza di tutti i funzionari e gli addetti della biblioteca. Non c’è nulla da nascondere… la Verità è visibile a tutti 🙂

    • Saveriosgroi

      Non è solo ignoranza. Tante persone sono molto prevenute e condizionate da pregiudizi e anticlericalismo diffuso. Peccato, perchè se solo scoprissero la bellezza…

  • Contessa Adelasia

    Sarà meravigliosa anche la biblioteca ^_^
    Per curiosità sono andata a leggere cosa scrive Wikipedia. Sul significato di “segreto” e sull’apertura agli studiosi nel 1881 ne parla pure la diffusissima e utilizzatissima Wikipedia nelle brevissime righe dedicata all’Archivio Vaticano ( http://it.wikipedia.org/wiki/Archivio_Segreto_Vaticano ); lo dico non perché Wikipedia sia una fonte illustre, ma per dire che, appunto,sono informazioni scritte ovunque, i luoghi comuni nascono se proprio non si vuole “vedere”… A “placare” la curiosità e scoprire certi “misteri” a volte basterebbe anche solamente andare direttamente sul sito web “segreto”, anziché dar credito alle notizie sparse nei siti più impensabili sul web o altre fonti… Per esempio, sarebbe bastato andare sul sito dell’Archivio per scoprire che è aperto agli studiosi dalle 08:15 alle 13:00 durante la settimana, oppure che bisogna avere la laurea specialistica ecc… C’è anche il pdf dell’ indice dei fondi ecc…
    http://www.archiviosegretovaticano.va/?lang=it