Armstrong, un uomo che ha vissuto il suo sogno

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Un bambino di sei anni che durante un volo in aeroplano sente nascere il suo sogno, volare. Dopo anni il bambino è diventato uomo, un uomo che ha inseguito quel sogno, con passione, ed è stato il primo a mettere piede sulla Luna, il 20 luglio 1969. Il giorno che divenne famoso perchè fu “un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità”, come ebbe a dire lo stesso Armstrong. Quei pochi passi che almeno una volta tutti hanno visto.

Non voglio parlare delle sue missioni, quella è storia. Voglio parlare dell’uomo, perché prima di essere simbolo di un’America impegnata in una corsa alla conquista dello spazio, Neil Armstrong era questo, un uomo. Cosa lo rende speciale? L’essere quell’uomo, quello che a sei anni ha iniziato a sognare di volare e che durante tutta la sua vita si è concentrato su quella speranza, fino ad essere lì, sulla Luna, nello Spazio. Fino a lasciare quelle orme su un suolo mai toccato prima da altre persone, quelle orme che ancor oggi sono lì (sulla Luna non c’è atmosfera e quindi non c’è vento), nitide, a ricordarci quell’impresa storica.

Non so che cosa possa aver pensato in quei momenti, mentre faceva quei passi, non so quanto grandi siano stati il suo stupore e la sua felicità. Ma credo che in quel momento sia ritornato il bambino di sei anni, stupito, che sognava un giorno di volare. Sono passati 43 anni da quel 20 luglio e Neil Armstrong si è spento, ma i suoi passi non verranno mai cancellati, i passi di un uomo che ha vissuto il suo sogno. I passi di un uomo che ancora fanno e faranno sognare.

Articolo di Giacomo Tamborini

Cogitoetvolo