Aveva torto mio padre

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Luigi Ballerini ha una buona capacità di trasformare in storie i labirinti delle esperienze umane. Per far questo pesca probabilmente dalla sua esperienza professionale come medico psicanalista, come ha già fatto per Non chiamarmi cina.

Questa volta il tema è quello del rapporto col padre, come il titolo suggerisce. Un padre che ha lasciato nella vita del protagonista, oggi scrittore affermato, vincitore di un premio prestigioso, segni forti. In un lungo flashback il protagonista ripercorre la sua infanzia, in tono giocoso e leggero: la scuola, i pomeriggi trascorsi con la mamma, agente immobiliare. Ed è proprio durante uno di questi pomeriggi che, passeggiando nelle case vuote che sua madre mostra a possibili acquirenti, comincia a vedere personaggi (immaginari?) e a vivere, da spettatore, storie familiari difficili. Il tono si fa più cupo, ma mai pesante.

C’è un certo talento nel raccontare ai ragazzi (nel sito della casa editrice, sempre attenta ai giovani, il libro ha come target 10-13 anni) la sofferenza, i rapporti difficili. Eppure va fatto, data la diffusione di situazioni simili sempre più capillare. Va fatto senza opprimere, senza infondere cinismo e disperazione, senza lamentele sterili, insegnando invece che c’è la possibilità di cambiare, di riprendersi.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Aveva torto mio padre
Autore: Luigi Ballerini
Genere: Romanzo di formazione
Editore: Piemme
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 160
Cogitoetvolo