Baarìa

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Un film di Giuseppe Tornatore. Con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 150 min. – Italia, Francia 2009. – Medusa

La storia di una famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista: Cicco Torrenuova è un pastore che ha la passione per la letteratura epica, suo figlio Peppino, cresciuto durante la guerra, entrerà nelle file del Partito Comunista divenendone un esponente di spicco sul piano locale e sposerà Mannina che diventerà madre dei loro numerosi figli.

Seguiamo la storia di Peppino arricchita dalla partecipazione di numerosi personaggi interpretati da attori, più o meno famosi, spesso siciliani. La povertà, la guerra, l’amore, la famiglia… tutto questo e tanto ancora in quasi tre ore di film: meravigliosi paesaggi ci conquistano e cambiano con il passare del tempo; si intrecciano personaggi e simboli, brevi scene, inquadrature originali e battute sagaci (rigorosamente in siciliano, ma per chi vuole c’è anche una versione italiana) in un vero e proprio racconto corale.
E come se non bastasse, ad accompagnare una regia perfetta ascoltiamo una nuova creazione musicale del maestro Ennio Morricone che non smette mai di stupire e di commuovere.

Un insieme di elementi che dà vita ad un affresco che ci presenta la storia non solo di un uomo, ma di un luogo.
Anzi del luogo.
Si, perché la Baarìa di Tornatore, è quel luogo che per ognuno di noi è stato sfondo costante che ci ha accompagnato nella nostra vita, nelle nostre scelte, nel vincere le paure e nell’affrontare le difficoltà e le gioie, come Peppino.

Tornatore vuole dirci: per me questo posto è Bagheria, qual è per voi?
Ci invita a riflettere, in sostanza, sul fatto che ogni uomo ha delle radici, delle radici concrete e reali e su di esse cresce.
Peppino ha delle radici, costantemente protagoniste del film insieme a lui, e nonostante le difficoltà e i fallimenti resiste anche se sbaglia, perché ha qualcosa a cui aggrapparsi per potersi rialzare: la famiglia, l’amore sincero e autentico, l’appartenenza ad una terra, valori ormai spesso distorti o in frantumi.

Alla fine dunque la strummola (la trottola) si rompe, ma la mosca, dentro, è viva.
Credo che questo film si presti a numerose interpretazioni: questa è la chiave di lettura che ho trovato io e certamente non è l’unica! Può aiutare però a cercare la propria spiegazione in un finale quasi aperto, e a non lasciare che “Baarìa” resti soltanto un magistrale ma “inutile” affresco della Sicilia.

 

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Cogitoetvolo