Bad Religion: La leggenda del Punk californiano è in arrivo

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Trent’anni dopo, il punk è più vivo che mai. O almeno, il punk proveniente dall’assolata California. Da sempre associata alle ariose armonie vocali e ai motivi spensierati dei Beach Boys prima e degli hippie della Woodstock Generation poi (vedi Crosby, Stills Nash e Young… per non parlare dell’Hotel California degli Eagles), la California ha anche un volto più rabbioso.

Forse proprio il fastidio per quei capelloni diventati miliardari cantando di sogni all’LSD e di fiori nei capelli. O forse perché, curiosamente, lo stato tipicamente più aperto ai cambiamenti sociali d’America è quasi sempre stato governato dalla destra repubblicana, come ad esempio il futuro presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e l’ex attore Arnold Schwarzenegger. Sta di fatto che la California, specie la caotica area metropolitana di Los Angeles, è terra di contraddizioni.

Ed è così che a fine anni Settanta, primi anni Ottanta, nasce qui una delle scene punk più vivaci, antagoniste e destinate a lasciare un segno, raccolto da giovani band dal successo planetario come i Green Day. Ecco, il successo che invece è mancato a capostipiti come i Bad Religion.

Nati sull’onda della lezione di Ramones, Black Flag, Adolescents e Germs, i Bad Religion sono la creatura geniale di Brett Gurewitz (chitarra) e Greg Graffin (voce), unici superstiti oggi della line up originale.

Questi Bad Religion arrivano adesso in Italia per celebrare trent’anni di gloriosa carriera con due date, la prima all’Alcatraz di Milano il 12 giugno e la seconda all’Atlantico di Roma il 13. Un evento, ovviamente.

Ma non aspettatevi i punk brutti, sporchi e cattivi come ce li presenta l’iconografia classica. Oggi vicini ai cinquant’anni, li potreste scambiare per dei tranquilli impiegati di banca dal capello corto e dal viso tranquillo. Sul palco però è un’altra cosa.

Brett Gurewtiz, in particolare, è la mente e la forza carismatica della band, ma non solo. Già nel 1980 fonda una propria etichetta discografica per non sottostare alle imposizioni delle major discografiche. Si chiama Epitaph e oltre a pubblicare i dischi dei Bad Religion, negli anni diventa il trampolino di lancio di tanti gruppi punk, come ad esempio gli Offspring. La Epitaph detiene il record dell’album più venduto da una casa discografica indipendente con gli oltre 11 milioni di copie vendute dell’album “Smash” (Offspring).

Non solo. È tanta l’autorevolezza della label, che oggi pubblica i dischi di artisti di spessore e che niente hanno a che vedere con il punk come Tom Waits. È impossibile pensare agli sviluppi della scena rock contemporanea, ad esempio band come i Rage Against the Machine, senza i Bad Religion.

Dischi che hanno segnato un’epoca storica, come “Suffer” del 1988 oppure il loro unico grande successo commerciale, “Infected” del 1994 che diventò disco d’oro. Fu anche il disco però che segnò il temporaneo abbandono del leader Gurewitz, rientrato poi nei ranghi nel 2000 per riportare la band ai suoi fasti.

Oggi impegnati nell’incisione di un nuovo disco che dovrebbe uscire in autunno, i Bad Religion sono ancora quello che erano trent’anni fa: a band with a mission, una band con una missione. Quella della grande musica.

 

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Articolo tratto da IlSussidiario.net

 

 

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