Basta un’app per tenersi in forma?

0

Bracciali contapassi, fasce toraciche, activity treacker tutto ormai è indiscutibilmente tecnologico. Se si pensa che anche il sonno, l’alimentazione, lo sport subiscono il fascino di uno strumento che può monitorare tutto quello che facciamo, beh allora il gioco è fatto.

Oggi le app hanno sostituito i medici, gli allenatori, i consigli di amici e parenti. Anzi, sembrano essere persino più discrete! Ci scrutano mentre dormiamo, siedono con noi a tavola, ci seguono nell’attività fisica: dagli addominali alla corsa, dalla bici alla passeggiata, dalla camminata nordica al bodybuilding. Alcune app danno la possibilità di ascoltare canzoni o incitamenti a cadenze prestabilite, quasi tutte hanno un piano d’allenamento settimanale. Ci istruiscono sul modo di fare gli esercizi, forniscono indicazioni su: distanza, calorie, tempo, statistiche prestazionali, storico degli allenamenti e molto altro ancora …

Ma davvero queste app riscuotono un così grande successo? Un recente articolo in cui si testa l’influenza dei cosiddetti allenatori tecnologici sembra proprio confermarlo. Non è un’utopia: possiamo davvero migliorare se abbiamo un allenatore funzionale, comodo, tascabile e, cosa non trascurabile, social. Possiamo condividere i risultati con i nostri amici, confrontarci, incitarci a vicenda e così via.

Scoprire che da casa a scuola abbiamo percorso due chilometri è una grande consapevolezza: ci aiuterà a capire che sono troppi o troppo pochi e che forse potremmo fare di più. Magari scopriremo che i fatidici 10.000 passi al giorno per mantenerci in forma sono ancora lontani. Ma ci proviamo. Ce la metteremo tutta: è un obiettivo che si può e si deve raggiungere. Ecco, appunto, noi metteremo la voglia ma al resto penserà la nostra cara, amata app.

“Allenarsi insieme aiuta a migliorarsi” esordisce il messaggio motivazionale di un’applicazione che ci invita a condividere la nostra prestazione sui social network, oppure “hai battuto il tuo record”, “i vincitori sono quelli che non si sono mai arresi” e, dulcis in fundo, “tu sei il miglior allenatore di te stesso”. Questa è davvero forte! L’incitamento più bello che potessi ricevere: io sono il mio migliore allenatore. Fantastico!

Allora vuol dire che hanno fatto centro! Sì, perché gli inventori di queste app hanno capito come, quando e dove insistere per riscuotere successo: sulle motivazioni. Lo scopo ambizioso è quello di portarci gradualmente ad uno stile di vita più sano giocando sui nostri obiettivi, muovendo (o smuovendo) le nostre motivazioni. Ben vengano allora queste tecnologie se l’attività fisica, e quindi il benessere, sono il compito da centrare. Ma non esiste una bacchetta magica: è sempre necessario un nostro intervento attivo e, per quanto possibile, un contatto diretto con la realtà, con quello che stiamo facendo, con il sudore e la bellezza di ciò che ci circonda.

Misurazione, obiettivo, consapevolezza sono step applicabili a mente lucida e una volta conclusa l’attività. A quel punto subentrerà la soddisfazione per il risultato ottenuto ma anche la sfida a migliorarci per la volta successiva: in fondo la nostra app non ha fatto altro che risvegliare quella voglia sopita di metterci in moto.

Riscopriremo il desiderio di fare sport, di rivedere un amico per correre con lui, magari (chissà?!?) dimenticheremo a casa il nostro “allenatore”. E in quel clima di svago, benessere, libertà capiremo che ci sono momenti che non vanno programmati, registrati o condivisi ma semplicemente vissuti.

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!