Be future

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Viviamo in una società in cui la realtà ci viene rappresentata in modi molto diversi e variegati… Internet e il mondo virtuale, le mode e i modelli da seguire, ci fanno vivere una dicotomia tra realtà e finzione.

Diceva un mio amico: Scrittori e cantanti, registi e poeti, sono uomini che sanno guardare la realtà in modo nuovo, raccontano chi siamo e fanno ipotesi su dove stiamo andando. Anche le pubblicità, internet e i videogiochi raccontano in fondo delle storie in cui siamo noi a scrivere il finale: comprando, interagendo, giocando, entriamo nel mondo della storia e raccontiamo il nostro futuro.

A volte noi viviamo questa realtà con una leggera consapevolezza che ci porta a non essere pienamente noi stessi; ci immedesimiamo in situazioni, personaggi famosi e modelli di vita, mode che però ci danno una visione della vita un poco piatta…

Ma noi vogliamo dare un senso alla nostra vita creandoci un futuro che si costruisce giorno dopo giorno; vogliamo mettere in gioco tutte le nostre capacità al servizio dell’avventura a cui ci siamo sentiti chiamati secondo le nostre aspirazioni, i nostri desideri e le nostre passioni.

Prendo spunto dal testo dell’ultimo singolo di Max Pezzali: “Scorrono le immagini e non riesco più a capire se è la realtà. Scorrono le pagine e non riesco ad intuire se è la verità… mezzo pieno o mezzo vuoto questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo se si stava meglio quando si stava peggio non lo so però io vivo adesso…

Quale è la verità? Una prima risposta che mi sento di dare: quella che noi viviamo autenticamente, che portiamo avanti dando un senso alla nostra esistenza, vivendo il quotidiano, mettendoci in gioco nella realtà di ogni giorno, per far si che questo si realizzi. Noi abbiamo fiducia nel futuro perché sappiamo sperare, ma ci si riesce, appunto, mettendoci in gioco senza lasciarci abbattere, scoraggiare e prendere dalla paura delle difficoltà.

Che spazio ci lascia la società per inventare il nostro futuro?

Un mese fa ho avuto la fortuna di partecipare a un convegno per liceali ad Ovindoli, in Abruzzo; e in questo consesso abbiamo trattato varie tematiche e provato a rispondere a diverse domande riguardanti il futuro. Qualcuna di queste vorrei girarla a voi, frequentatori di Cogitoetvolo: che futuro ci raccontano le storie che abbiamo visto, letto, giocato o cantato quest’anno?

C’è da aspettarsi del bene o, come direbbe Ligabue, solo una prosecuzione della noia presente?

C’è rapporto (e se sì, quale?) tra le esperienze vissute nelle storie e il futuro della nostra realtà?

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.