Beati voi che non avete passioni

0

ed il futuro/ non vi dice nulla/ se ne sta, come voi/ a ciondolare

Beati voi
che non avete passioni
ed il futuro non vi dice nulla
se ne sta, come voi,
a ciondolare

vi chiederanno Cosa siete?”
risponderete in coro
Una cosa qualunque

Beati, voi
dormite sonni
sereni
né vi fissa il soffitto
o s’increspano le nuvole
a voi sta bene questo paese
che vende carne pesce o verdure,
non chiedete pane
né sognate contorni,
bravi,
gusterete sull’argento
la vostra unica portata

“Beati gli affamati”: no
beati voi
che non avete fame
e non permetterete alla vita
di giocarvi a biliardo
sceglierete i vostri quattro affanni
e ne farete dono ai vostri figli
su qualche divano
tra una trentina d’anni
sarete già eroi.

Ricorderete ridendo
la gioventù che viveste
infangando cognomi
ostentando denaro
elemosinando applausi
prostituendo l’anima,
e con nuove scarpe
– non più di gomma-
marcerete su nuove
imbecilli manie

ci sarà per esempio
quel vicino pittore
sicuramente pezzente e pazzoide
amico peraltro dello scrittore
venditor di parole
tutta gente senz’amor proprio
né voglia di lavorare,
ridotta a stracci
penzola su un sogno.

Li fisserete attoniti
dalla vostra villetta a schiera
che papino è stato così buono da regalarvi
un braccio attorno alla moglie
lei vi cingerà le corna
sarà romantico
tramonto su prato inglese
con vista idiota e poveraccio.

Guardali, tesoro,
l’aria fritta di cui vivono
la mangiano o respirano?
Ah- ah
Dai, rientriamo, che c’è per cena?
Carne, pesce e verdure.
Beato me.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.