Beato chi sa far sorridere

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Impazza sul web lo spot di Checco Zalone sulla ricerca per la SMA

Se non fosse per la ben riconoscibile voce del comico pugliese, lo spot sembrerebbe inizialmente uno dei tanti che si frappongono, senza farsi notare, tra le trasmissioni televisive, o che svolazzano ignorati nel web, senza intercettare i gangli dell’interesse mediatico.

Ma con lo scorrere dei fotogrammi, si respira un sapore diverso (ammetto di aver provato inizialmente io stesso un certo retrogusto di “fastidio”, forse dovuto all’impatto con la novità, che è tuttavia andato svanendo di secondo in secondo). Differentemente dalla logora – seppure legittima – prassi di tali spot, Zalone non pigia il tasto della commiserazione – e d’altra parte sarebbe stato impossibile chiederglielo – non cerca pietosamente una comprensione umida di pianto. Il suo video per sostenere la ricerca sulla SMA (atrofia muscolare e spinale) stravolge la prospettiva sul problema, invertendola completamente. Niente immagini strappalacrime di bambini sofferenti la cui vita è impedita dalla malattia, nessuna richiesta esplicita di sostegno e di comprensione.

Quasi si trattasse di una scena dei suoi film, Checco – nelle vesti stereotipate dell’italiano medio presente nel film Quo Vado – si trova improvvisamente a convivere nello stesso condominio con Mirko, ragazzo affetto da SMA, le cui esigenze cozzano con quelle del povero condomino. Una serie di scenette che descrivono con esasperazione volutamente ironica i disagi derivanti dalla convivenza con Mirko, culminanti con l’inaccettabile evenienza da parte di Checco a dover cedere il suo parcheggio ordinario per far spazio ad una “zona disabili”. Lo spot è così sarcasticamente chiuso dalla frase “Con il tuo contributo per la ricerca della SMA, Mirko potrà trovarsi un parcheggio anche da solo, come tutti noi”

Per quanto “dissacrante” e fuori dal coro possa apparire, il video dello Zalone nazionale risulta, oggettivamente, geniale. Basta fare un rapido giro nel web per rendersi conto di quanta evidenza stia avendo questo video che, se confezionato con schemi tradizionali, sarebbe quasi certamente passato sotto silenzio. Ma oltre al successo – inconfutabile sul piano quantitativo – sui media, è un altro il più importante traguardo raggiunto. Con la sua ironia, col farlo apparire  a tutti gli effetti un ragazzo normale, al punto da poterne provare fastidio,  Mirko con la sua malattia viene rivalutato ed egli – e tutti i ragazzi affetti dalla sua stessa malattia – è reintegrato in dignità, tanto da poter essere trattato da pari a pari. La malattia è così inglobata e resa davvero vicina, senza descriverla attraverso un vetro dai toni grigio scuri di commiserazione.

E voi cosa ne pensate? Guardatelo – qualora non lo aveste già fatto – dura solo pochi secondi, e dite la vostra.

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.