Benvenuti ad Asgardia, la prima nazione spaziale

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Asgardia conta già mezzo milione di cittadini: dietro all’iniziativa c’è un messaggio di pace

Nella mitologia norrena, Asgard è il nome di una roccaforte divina, una cittadella situata nei cieli ed inaccessibile ai mortali. Migliaia di anni dopo, il mito ispira la realtà e nasce il progetto di Asgardia, la prima nazione spaziale. Sono già più di cinquecentomila le persone che hanno richiesto la cittadinanza tramite la piattaforma online del progetto, diventando a tutti gli effetti degli Asgardiani. L’Italia è al sesto posto nella classifica delle nazioni terrestri con più Asgardiani. E se pensate che l’iniziativa sia un banale sfizio da videogame fantascientifico, preparatevi a ricredervi, perché dietro Asgardia si nasconde una grande questione filosofica.

Asgardia è la realizzazione del sogno umano di lasciare la Terra per esplorare la profondità dell’Universo. I mezzi che sono stati inventati per intraprendere questo viaggio stanno diventando sempre più potenti. Inviamo innumerevoli sonde in orbita per vedere sempre più in là, dove l’occhio umano si perde, in cerca della risposta a quella domanda che ha ispirato le opere di tantissimi scrittori: siamo i soli esseri viventi nell’universo? Il numero di pianeti che presentano condizioni compatibili con la vita -ovvero tracce di acqua allo stato liquido- è in costante aumento. Pochi decenni fa gli alieni appartenevano alla fiction della fantascienza, mentre ora il sospetto che ci sia qualcuno lì fuori si fa sempre più fondato. E se in un futuro prossimo riuscissimo veramente a metterci in contatto con un’altra civiltà? Come ci presenteremmo? Asgardia si propone come una “terra di nessuno” digitale, dove non c’è divisione di lingua, frontiere o cultura, e ognuno è semplicemente un essere umano.

La cittadinanza Asgardiana abbraccia l’essenza di un messaggio di pace, Peace in Space, che ha l’intento di prevenire che i conflitti interni del nostro pianeta vengano trasferiti nello spazio. E’ di importanza cruciale che lo spazio non diventi soggetto alla legge della giungla, monopolizzato dalle nazioni tecnologicamente più avanzate. Non passerà molto tempo prima di sentir parlare di nuove discipline di studio, come l’astropolitica (corrispettivo della geopolitica). L’obiettivo di Asgardia è di evitare che lo spazio diventi lo scenario di conflitti futuri e che le sue profondità vengano solcate da strumenti di distruzione, piuttosto che di esplorazione. Per questo la piattaforma garantirà un canale di ricerca scientifica libero dalle restrizioni militari. Sul piano tecnico Asgardia sarà composta da una piattaforma spaziale e da satelliti, di cui si prevede il primo lancio proprio nel 2017. Questi satelliti funzioneranno anche da controllori, che sonderanno lo spazio in cerca di possibili minacce per il nostro pianeta, come detriti spaziali, tempeste geomagnetiche o asteroidi in rotta di collisione.

In attesa del suo futuro sviluppo, va riconosciuto che Asgardia ha posto l’attenzione su una grande necessità: proteggere lo spazio, soprattutto da noi stessi e dagli interessi economici che potrebbero sfruttarlo, così come hanno per anni fatto con l’ambiente.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.