Benvenuti … ma non troppo

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Un film di Alexandra Leclère. Con Karin Viard, Didier Bourdon, Valerie, Bonneton, Michel Vuillermoz, Josiane Balasko. Paese: Francia. Anno: 2014. Distributore: Officina Ubu. Durata: 106’. Target:14+. Uscita: 28/04/2016.

A causa di un inverno particolarmente rigido, il governo francese indice misure speciali che obbligano i cittadini proprietari di appartamenti con stanze libere ad accogliere le persone più disagiate.

Come reagirebbero i parigini se nel bel mezzo dell’inverno, un governo di sinistra emanasse un decreto che li costringesse ad ospitare nelle loro case precari, barboni e famiglie in difficoltà? E’ quello che cerca di immaginare e raccontare la commedia francese di Alexandra Leclère. Il film concentra l’attenzione su alcuni inquilini di un lussuoso condominio del centro di Parigi in cui vivono diversi tipi umani: i conservatori Dubreil, la famiglia Bretzel dalle idee progressiste, un eccentrico vicino di casa e, infine, una coppia di anziani coniugi ebrei che preferiscono affittare un monolocale piuttosto che accogliere sconosciuti nella loro case.

Dopo vari espedienti e tentativi falliti le famiglie del lussuoso palazzo, devono cedere e accogliere un ospite nel loro appartamento. Da qui comincia l’avventura di questi ricchi e borghesi condomini tra meschinità e altruismo, insulti e finta cortesia. Un vero choc sociale che finisce per far implodere il lussuoso palazzo, sotto lo sguardo scontroso della portinaia fascista, felice dei suoi venticinque metri quadrati.

Basato sull’ idea che in fondo siamo tutti un po’ razzisti, Benvenuti … ma non troppo si concentra soprattutto, su una coppia di destra che scopre la tolleranza e una di sinistra che si scopre piena di pregiudizi. Tutte e due però mostrano le stesse remore nell’accogliere i senza tetto e gli stessi egoismi che nel corso del film si mescolano, sfiorando spesso la farsa e il paradosso. Tutto il racconto, infatti, procede per stereotipi anche se alla fine, come vuole la commedia francese, i temi dell’accoglienza, della solidarietà, dell’emergenza, riescono in qualche modo a trasformare i personaggi, sullo sfondo di una crisi matrimoniale di una delle due coppie che sembra diventare la vera storia del film.

I personaggi che cercano ospitalità sembrano infatti dei fantasmi, ognuno con il proprio cliché che la regista intende denunciare: i barboni sono dediti al bere, i disoccupati sono i parassiti della società, i senza tetto sono maleducati e le persone provenienti dall’Europa dell’Est sono tutti ladri. Soltanto il personaggio della barbona-chef riuscirà a rifarsi una vita e ad avere successo. Una conferma del fatto che uno su mille ce la fa.

Un buon motivo per vedere questo film che non mantiene le sue promesse, sta nel fatto che parte degli incassi della commedia, saranno devoluti alla Croce Rossa Italiana come contributo all’attività di assistenza alle persone senza dimora.

https://www.youtube.com/watch?v=REWXxgs_qew

 

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia