Biancaneve e il cacciatore

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Un film di Rupert Sanders con Charlize Theron, Kristen Stewart, Chris Hemsworth. Produzione: Roth Films, Universal Pictures. Paese: Usa. Anno:2012. Min: 127’. Uscita: 11/07/2012. Target:11+.

Ravenna, perfida matrigna, rinchiude Biancaneve in una torre per evitare che erediti il trono. Un giorno però la bella principessa riesce a fuggire …   

Questa storia è più che una leggenda. Raccontano che lei si trasformò in un’eroina dal cuore impavido e molto umano. Raccontano che per sua scelta decise di difendere il  suo regno a costo della vita. Perché – aggiungono – ci sono diversi tipi di morte: il più odioso è certamente quello di non riuscire a rimanere al timone della propria vita. Non è questo, però,  il caso di Biancaneve pallida e assorta (Kristen Stewart).

Ha i colori sfumati delle fiabe gotiche e il sapore del viaggio di formazione, l’ennesima versione di Biancaneve (questa volta in compagnia di un misterioso cacciatore, compagno di avventure) firmata dall’esordiente Sanders che rilegge liberamente ma con creatività la favola più letta dei fratelli Grimm. Un film che sorprende per la fantasia narrativa e il clima noir. Un film che rimane a mezza via tra la fiaba e il fantasy, tra le foreste stregate e quelle illuminate dalle fate, tra il Signore degli Anelli e l’ultimo capitolo di Harry Potter. In mezzo una perfida matrigna, Ravenna, (interpretata da Charlize Theron) che a causa di un’infanzia tormentata (e di molti tradimenti) non si fida più degli uomini e utilizza la cattiveria come uno strumento di autodifesa da una vita che l’ha ferita e da una madre che le ha imposto di accettare un compromesso tra la propria bellezza e la  magia nera che prima o poi presenta sempre il conto. Per questo motivo insieme al fratello, fragile e traviato, opprime il popolo e uccide tutte le sue potenziali concorrenti, oppure   strappa loro tutta la giovinezza lasciandole vecchie e rugose.

Inutile dire che alla fatidica domanda, lo specchio risponda Biancaneve: l’unica in grado di superare la regina in bellezza e di spezzare l’odioso incantesimo che sembra realizzarsi quando un cacciatore professionista dal cuore solitario e inconsolabile (il Chris Hemsworth di Thor) accetta di uccidere la dolce principessa che è riuscita a scappare nella foresta nera. Il resto della fiaba ricalca la storia che conosciamo bene: Biancaneve incontrerà i sette nani, che in lei  riconosceranno l’eletta, colei che riporterà l’armonia in tutto il reame e decideranno di difenderla. Anche il bel cacciatore inizierà a fidarsi della principessa detronizzata e a proteggerla insieme a William, il principe azzurro ritrovato dopo tanti anni ma anche compagno dei giochi d’infanzia della più bella del reame.

Così in un finale che sorprende scenderanno tutti in campo alla riscossa, in una battaglia epocale dove il bene sconfiggerà il male. Cosa manca allora a questo film per vivere tutti felici e contenti? Probabilmente l’assenza di empatia con i personaggi. Fin dalla nascita i buoni sono molto buoni e i cattivi molto cattivi senza alcuna possibilità di redimersi, senza alcuna sfaccettatura. E’ questo il limite delle fiabe riproposte sul grande schermo: troppo spesso i registi dimenticano il valore pedagogico e morale che i sottotesti delle fiabe contengono.

E’ vero c’è anche la storia della propria missione (farsi guida e carico del popolo oppresso), della mela rossa e del bacio del vero amore: quello che ridisegna l’esistenza dilatandola verso confini che prima non conoscevamo. Ma c’è anche il bisogno di rileggere una fiaba con la voglia di sorprendere e di offrire una riflessione moderna. Per cui se è vero che in questo secolo si avverte spesso una vera ossessione per la bellezza e per quello che si è disposti a fare per conservarla, è altrettanto vero che nel campo dell’amore sarebbe auspicabile prendersi sempre un po’ di tempo per capire se la scelta che stiamo facendo nasce da una autentica esigenza interiore o da vanità. Perché tra due principi azzurri è davvero difficile scegliere. Anche se la risposta magari la conosciamo già e si trova proprio in quella parte vera che ogni favola d’amore (scrive qualcuno) racchiude in sé per poterci credere. Sta allo spettatore, dunque, scegliere il finale che si aspettava.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia

  • Federicaa

    Che mi dici invece dell’interpretazione della Stewart?
    Questo film mi incuriosiva parecchio però date le scarse capacità di recitazione dell’attrice protagonista avevo deciso di non andarlo a vedere. Senza offesa ai suoi più accaniti fan, ma la sua espressività limitata mi urta alquanto. Potrei ripensarci se qualcuno riuscisse a convincermi del contrario ;D

  • Melissa

    Brutto, brutto e brutto. Non mi è piaciuto per niente, soprattutto perchè stravolge la storia originale…pensavo fosse più bello…

  • Ilaria T.

    Con la tua recensione hai centrato decisamente il bersaglio: il film non è male, ma manca di empatia. Gli unici personaggi empatici, a mio parere, sono alcuni dei sette nani. Il resto lascia molto a desiderare.