Bill si fa intervistare da Cogitoetvolo. Sii come Bill.

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L’intervista ad Andrea Nuzzo, il diciannovenne fondatore della pagina più “imitata” del web.

Si chiama Andrea Nuzzo, ha diciannove anni, vive a Roma, e la sua pagina “Sii come Bill” ha più di 655.000 seguaci. Ed è diventata un modello da copiare: a testimoniarlo la nascita di infiniti ibridi, come la femminile Sii come Giulia, quella napoletana Sii come Johnny, la siciliana Sii come Tanuzzo, e addirittura la spagnola Sé como José del diciottenne Adrian Sepùlveda e l’inglese Be like Bill.

Ma perché Bill piace tanto? Perché è sincero, perché è intelligente, perché è “come Bill”. Anche noi di Cogitoetvolo ne abbiamo parlato con l’ideatore Andrea.

Intervistato dal Daylyn12558291_450746765122033_795318508_news 24, dalla Stampa e da innumerevoli siti: avresti immaginato di finire sotto i riflettori per aver creato una pagina facebook? Per cos’altro ti piacerebbe essere ricordato?
No, non lo avrei immaginato assolutamente. Da qualche mese avevo in mente di creare una pagina facebook visti alcuni episodi “virali” che ho avuto in precedenza, ma non mi sarei mai aspettato un successo simile da parte di una pagina semplice come “Sii come Bill”. Da quando l’ho creata, infatti, oltre allo studio mi trovo a dover gestire anche un vero e proprio lavoro. Per ora mi accontento di essere ricordato per il personaggio di Bill e la sua semplice ironia, mi basta questo. Poi se in futuro mi dovesse venire qualche altra idea non esiterò a creare altre pagine sui social.

L’Andrea bambino si disegnava come un omino a stecco? Cosa sognava di diventare?
Bill rappresenta un po’ l’omino per antonomasia, il classico e semplicissimo stickman che hanno disegnato tutti i bambini almeno una volta. Da bambino non avevo dei sogni nel cassetto “fissi”, sono sempre stato molto indeciso da questo punto di vista e continuo ad esserlo. Infatti quando la scorsa estate ho dovuto scegliere la facoltà universitaria a cui iscrivermi sono stato piuttosto dubbioso, ma alla fine ho optato per un corso di studi a Tor Vergata in cui si studiano le lingue e l’informatica che sono le materie per le quali sono più portato. Con queste nuove esperienze sui social network mi sto anche avvicinando al mondo del marketing e della comunicazione, quindi sono ancora più indeciso sul mio futuro. Nel frattempo continuerò a studiare e a dare del mio meglio nelle cose che più mi interessano sperando che il tempo mi possa dare una mano.

Bill ci viene proposto come un modello di raziocinio e di coerenza: ha anche dei difetti?
Sì, ci tengo a precisare che Bill non è perfetto come molti credono, nessuno lo è. E’ un semplice personaggio inventato che cerca di comportarsi sempre in modo corretto nella vita reale e in quella “digitale”, ma anche lui può sbagliare o commettere errori. La cosa più importante è ammetterli, sempre. Sono in molti a non sapere ciò e fraintendono il personaggio, facendolo passare per il perfettino antipatico che non è. Infatti per non far sembrare Bill e gli altri personaggi troppo “bacchettoni” cerco sempre di i12751162_1708582949364357_1116276309_nnserire nelle vignette un elemento ironico, in modo che la pagina sia una sorta di bon ton divertente.

Se fosse un eroe dei fumetti, quale sarebbe?
In realtà non mi sento di identificare Bill con un personaggio dei fumetti, perché essendo già di per sé un personaggio, non si può racchiudere nelle caratteristiche di altre personalità. Se proprio devo togliervi questa curiosità, ritengo che Bill sarebbe Corto Maltese: un avventuriero in senso lato che deve scontrarsi costantemente con le contraddizioni dell’epoca in cui agisce. Sempre in pace con se stesso e che si trova a suo agio in qualsiasi situazione e in qualsiasi parte del mondo. L’elemento che accomuna di più i due personaggi è sicuramente l’ironia, che entrambi esercitano anche su se stessi.

Credi che Bill stia segnando questo periodo? Lo tireremo fuori dallo stesso cassetto mentale di “Mamme che scrivono messaggi su Whatsapp” e “Se i quadri potessero parlare”?
Vista la viralità del personaggio penso proprio che stia segnando questi primi mesi del 2016 e ne sono molto felice e orgoglioso. Infatti la pagina “Sii come Bill” è sì divertente come quelle citate da te, ma allo stesso tempo fornisce degli insegnamenti al lettore con estrema semplicità, quindi captabili da tutti. Ovviamente per fare in modo che Bill venga ricordato come il personaggio di questo periodo sto cercando di creare oggetti materiali come t-shirt, cover, o libri contenenti la raccolta delle migliori vignette con qualche inedito. Per ora tento di mantenere in vita il personaggio il più possibile, non rendendolo ripetitivo e seguendo sempre la sua coerenza. Se poi le persone si dovessero scordare di lui ci sarà quindi qualche oggetto che farà tornare in mente Bill.

Quali sono le chiavi del successo mediatico nel 2016? Le abbiamo tutti in tasca?10175389_1259762347377877_1075845643_n
Quelle che considero le chiavi del successo mediatico secondo la mia modesta opinione sono essenzialmente due: avere un’idea originale che non è stata ancora utilizzata da nessuno e trattare argomenti condivisibili da tutti, senza mai fissarsi in un ambito troppo specifico  né schierarsi da nessun punto di vista. Ovviamente è importante anche essere coerenti. Molti si sono meravigliati del fatto che io non abbia alcuna conoscenza di marketing o comunicazione, infatti ritengo semplicemente che per avere successo mediatico non serva chissà quale conoscenza tecnica, sono sufficienti creatività e originalità. Per tutto il resto basta seguire l’intuito e ragionare un minimo su ogni scelta come ho fatto e sto facendo.

Racconterai di Bill ai tuoi nipoti: cosa pensi sarà cambiato del web nel frattempo? Con quali emozioni ricorderai il tuo personaggio?
Mi spaventa un po’ parlare di un futuro così lontano, non so neanche immaginare cosa accadrà al web. Voglio dire: meno di 10 anni fa non avremmo mai pensato a tutte le cose collegate ai social network dato che ancora non esistevano, e quei pochi che esistevano non erano molto diffusi. Quindi negli anni che mi porteranno ad avere dei nipoti chissà quante cose potranno cambiare su internet. Una però è certa: ricorderò il personaggio di Bill, e più in generale la pagina, con moltissimo piacere; infatti, anche se per ora non mi ha ripagato da un punto di vista economico, mi ha dato veramente molte opportunità: ho conosciuto nuove persone, ho visitato nuovi luoghi e ho fatto esperienze che non pensavo mai di poter fare. Ritengo che questi siano i guadagni più importanti che si possano avere, soprattutto dopo aver creato per gioco una pagina semplice come “Sii come Bill”.

Pensi che il tuo figlioccio informatico abbia condannato il qualunquismo o che, data la sua popolarità, i fan ne abbiano creato un altro?
L’obiettivo iniziale era quello di mettere a tacere  le mode stupide e inutili dei social, poi però il personaggio di Bill è diventato di per sé una moda e il tutto potrebbe rappresentare un controsenso. Se devo essere sincero, non mi importa se i fan hanno creato un altro qualunquismo, l’importante è che abbiano contribuito a diffondere un qualcosa che può essere utile visti i messaggi delle vignette di Bill, contrariamente alla maggior parte delle tendenze che hanno conquistato recentemente i social.

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Avendo toccato con mano il grande potenziale nascosto nel mondo digitale, credi siano possibili rivoluzioni positive che migliorino davvero il modo di interfacciarsi alla realtà?
Non voglio risultare disfattista, ma ritengo che una vera e propria rivoluzione positiva che migliori drasticamente la realtà non si possa fare, in particolar modo sui social. Come si dice, però, tentar non nuoce, quindi se c’è la possibilità di diffondere degli insegnamenti a livello virale, perché non farlo? Anche se ciò dovesse funzionare e avere un buon impatto solo su una piccola parte degli utenti raggiunti, sarebbe comunque una vittoria.

Siamo passati dal “sii te stesso” al “sii come un personaggio di fantasia”: abbiamo trovato un nuovo di omologarci o l’autoironia?
Bill non vuole assolutamente essere un modo di omologarci, infatti anche se il personaggio è intelligente ritengo che omologarci tutti a lui sarebbe comunque sbagliato. Ognuno deve essere se stesso e libero di comportarsi come vuole; quelli della pagina “Sii come Bill” devono essere solo dei suggerimenti presentati in modo ironico che non devono essere fraintesi.

Saluta i lettori di C10467954_899085456871929_73883801_nogitoetvolo… “alla Bill”
Bill saluta tutti i lettori di Cogitoetvolo e ringrazia la redazione per l’intervista.

Bill sa che le persone
coinvolte in Cogitoetvolo sono intelligenti.

Siate come loro.

 

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.