Blue Jasmine

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Un film di Woody Allen. Con Cate Blanchett, Alec Baldwin, Sally Hawkins, Louis C. K., Bobby Cannavale. Genere: drammatico. Durata: 98 min. Paese: USA, 2013. Data di uscita: 05/12/13. Rating: 14+

Jasmine, moglie di un ricco magnate della finanza newyorkese, è costretta a rifugiarsi, senza più un soldo, dalla sorella Ginger, dopo l’arresto per truffa del marito…

Woody Allen è un intellettuale enigmatico. Uno di quelli in grado di suscitare negli spettatori sentimenti contrastanti costantemente in bilico tra l’ammirazione per la sua grande capacità dietro la macchina da presa e l’insofferenza per la sua costante tendenza di rendere assoluta la sua filosofia di vita. Una filosofia che sembra incapace di ammettere la benché minima possibilità di redenzione e di riscatto per i suoi personaggi e, in ultima analisi, per l’umanità intera. Ma su Blue Jasmine tutti i possibili commenti sul suo regista vengono completamente assorbiti dalla messa in scena di un personaggio femminile straordinario, interpretato da una attrice del livello di Cate Blachett che riesce a toccare con estrema naturalezza le vette della perfezione in termini di performance attoriale.

Jasmine vive una vita da sogno in un lussuoso appartamento di New York. Ha sposato il carismatico e affascinante Hal, magnate della finanza e mago dell’inganno e della truffa in una Wall Street che rimane sullo sfondo come un mostro incomprensibile e pieno di insidie. Non appena scopre i numerosi tradimenti del marito, la protagonista non riesce a reggere il duro colpo  e decide di compiere un passo doloroso e decisivo che la porterà a vendicarsi e a perdere tutto: matrimonio, amiche, privilegi e denaro. Vediamo quindi Jasmine passeggiare, ridente e radiosa nei suoi abiti costosi, tra i taxi della Grande Mela e un attimo dopo la ritroviamo, pallida ed emaciata mentre trascina le sue valigie per le vie poco trafficate di San Francisco per ritrovarsi a bussare alla porta della modesta abitazione della sorella Ginger. Ed è proprio a San Francisco, città meno metropolita e più a dimensione d’uomo, che la nostra protagonista cerca di ricostruirsi una nuova vita con poco impegno e convinzione, persa tra i ricordi del passato, imbottendosi di vodka e Xanax per cercare di non pensare, nel vano tentativo di stordire il flusso ininterrotto dei suoi pensieri e di calmare i suoi continui attacchi di panico. Ma nulla sembra aiutare Jasmine: né i piccoli lavoretti in cui decide di impegnarsi, né le nuove persone che la circondano, volgari e ignoranti, con cui lei non riesce ad instaurare un rapporto sereno e soprattutto vero. Nessun personaggio che appare sul palco del teatro alleniano appare sincero e integro, ma tutti indossano una maschera per apparire agli occhi del mondo ciò che in realtà non sono. E nemmeno Jasmine riesce a sottrarsi dal vortice di bugie, tradimenti e sotterfugi nel quale lei, suo malgrado, era diventata la prima e la più fragile vittima.

Le storie dei protagonisti sono strettamente intrecciate nelle maglie di una crisi economica che sembra divorare le persone, che rende sempre più distanti e incomunicabili le vite dei troppo ricchi e quelle dei troppo poveri. Una crisi economica data quasi per scontata, percepita come un dato di fatto ineluttabile, che però si sarebbe potuto evitare, se solo la ricchezza prodotta con le speculazioni finanziarie fosse stata ancorata, almeno un minimo, ai valori tradizionali che sembrano perdere inesorabilmente quota: la famiglia, la capacità di rimanere fedeli, il lavoro, la produttività, il benessere comune.

Woody Allen sembra quindi uscito dal trend negativo che accompagnava gli ultimi suoi film. Ma ciò che, alla fine, continua a colpire maggiormente del film è la performance da Oscar della bravissima Cate Blanchett.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.