Boris Giuliano – Un poliziotto a Palermo

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Un film di Ricky Tognazzi. Con Adriano Giannini, Nicole Grimaudo, Ettore Bassi, Antonio Gerardi. Rai Uno, uscita: il 23 e il 24 Maggio 2015.

Adriano Giannini nei panni dell’eroe antimafia di Palermo …

Era una calda mattina di luglio a Palermo. Correva l’anno 1979. Boris Giuliano parlava bene l’inglese ed era stato il primo poliziotto italiano a specializzarsi all’accademia dell’FBI in Virginia. Quella mattina aveva appena bevuto un caffè – l’ultimo della sua vita – nel bar Lux di via Di Blasi a Palermo, quando qualcuno gli sparò alle spalle sette proiettili. Moriva così il capo della squadra mobile della polizia di Palermo, un servitore dello Stato, un coraggioso poliziotto. Un eroe normale per usare le parole del figlio. Un brillante investigatore che aveva portato a Palermo un metodo di lavoro innovativo per quegli anni, come la partecipazione costante dei mass media nella lotta alla criminalità e le indagini sui conti bancari, grazie ai quali aveva scoperto un vasto traffico di droga tra la Sicilia e gli Stati Uniti, gestito dalla mafia. Aveva poi intuito  l’intento dei corleonesi di arrivare a Palermo per conquistare la cupola di Cosa Nostra.

Perché fu ucciso Boris Giuliano? Secondo diversi pentiti la ragione principale della sua condanna a morte è da ricercare proprio in questa indagine sulla droga che univa Palermo agli Stati Uniti. Giuliano aveva capito che nell’isola bruciata dal sole, l’oppio veniva trasformato in eroina, prima di venire mandato negli Stati Uniti. Le prove di quello che aveva scoperto, arrivarono nel giugno 1979, un mese prima della sua condanna a morte ad opera di Leoluca Bagarella, condannato per questo e altri omicidi soltanto nel 1995.

Sullo sfondo uno Stato che non era, ancora, in grado di proteggere i suoi figli. Molti anni dopo il giudice Paolo Borsellino, commentando l’omicidio di Boris Giuliano, scrisse nell’ordinanza di rinvio a giudizio del maxi processo alla mafia: “Senza che ciò voglia suonare critica ad alcuno, devesi riconoscere che se altri organismi statali avessero adeguatamente compreso e assecondato l’intelligente impegno investigativo del Giuliano, probabilmente le strutture organizzative della mafia non si sarebbero così enormemente potenziate e molti efferati assassini, compreso quello dello stesso Giuliano, non sarebbero stati consumati”.

Furono quelli anni molto bui per la città tutto porto. Anni in cui furono uccisi tanti rappresentanti delle istituzioni, magistrati e giornalisti che cercarono di fermare o denunciare gli affari della mafia. Il colonnello Giuseppe Russo (collaboratore del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa), i giornalisti Mauro De Mauro e  Mario Francese, il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella sono soltanto alcuni nomi di un lungo e triste elenco. Tanti, troppi uomini morti giovani, diventati nemici scomodi per aver deciso di denunciare, laddove altri avevano deciso di chiudere un occhio.

A ricordare la figura di Boris Giuliano è stata una nuova fiction di Rai Uno, firmata da Ricky Tognazzi con Adriano Giannini e Nicole Grimaudo.

Nella fiction di Boris Giuliano viene raccontata la vita privata e quella lavorativa che prende il via con il rapimento di Mauro De Mauro, il giornalista che aveva indagato sulla tragica fine del presidente dell’Eni, Enrico Mattei. Il tutto raccontato da un cast molto bravo e consapevole di lavorare ad una fiction di alto valore civile. Nel ruolo del commissario c’è il bravo Adriano Giannini che per preparare meglio questo ruolo così impegnativo, ha voluto conoscere la famiglia e la squadra che per anni aveva lavorato con il commissario Giuliano. Una fiction per non dimenticare che ha conquistato la prima e la seconda serata con un boom di ascolti, totalizzando uno share pari al 20,57% e che ha emozionato anche il pubblico più giovane che non conosceva la figura di questo grande commissario.

 

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia