Braccialetti Rossi – La fiction

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Sei ragazzi, ricoverati in ospedale, scopriranno insieme  il senso della vita, della amicizia e della malattia …

Un film di Giacomo Campiotti. Con Laura Chiatti, Carlotta Natoli, Giampaolo Morelli, Carmine Buschini, Brando Pacitto, Aurora Ruffino. Sceneggiatutìra: Sandro Petraglia e Giacomo Campiotti. Produzione: Rai Fiction, Palomar, BigBang Media S.L. Uscita: 26/01/2014.

“La cultura del benessere”, scrive Papa Francesco, “che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri. Ci fa vivere in bolle di sapone che sono belle, ma non sono nulla. Sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza del’altro. Non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”.

Siamo abituati ad una televisione di massa, un po’ stereotipata, a volte caricaturale, che riversa nelle nostre case immagini ed aspetti della vita reale che molto spesso vengono distorti o raccontati con superficialità. Tra questi, senza dubbio, vi è anche la gioventù d’oggi, troppo frequentemente oggetto di polemiche (basti pensare allebaby prostitute, agli atti di violenza, ai problemi di alcolismo etc.) e di giudizi che ne vorrebbero tracciare a tutti i costi un’immagine legata ed ispirata ai personaggi dei romanzi di Federico Moccia. Ma i ragazzi non sono solo sesso, droga, ribellione. C’è molto di più, c’è voglia di crescere, di conoscere, di imparare ad amare.

C’è voglia di sognare, di viaggiare e soprattutto c’è un desiderio inguaribile di vivere. Con tutti i rischi che questo comporta. E’ proprio basandosi su queste premesse, che sorprendentemente, arriva finalmente in tv una serie pensata per i giovani (ma non solo) in cui gli interrogativi più importanti della vita di ognuno si intrecciano con le difficoltà della quotidianità vissuta in uno ospedale. Perché i giovani non sono solo quelli con lo sguardo puntato sul cellulare per mandare un sms, ma sono anche quelli che soffrono per combattere la loro battaglia contro la malattia e la sofferenza.

Braccialetti rossi, la fiction che sta andando in onda su Rai Uno in prima serata, sta riscuotendo un notevole successo proprio per questo motivo: ci mostra la bellezza della giovinezza con tutte le sue fragilità e fa luce su quel grande dono che è la vita. Leo, Cris, Vale, Tony, Rocco, Davide sono i protagonisti.

Leo e Vale combattono la loro battaglia contro il cancro, Cris contro la sua anoressia, Rocco in stato di coma comunica con lo spensierato Tony, a Davide invece lo attende una battaglia più grande: quella per la vita stessa. Ognuno di loro combatte la propria battaglia ogni giorno, ma al tempo stesso ritrovano nella sofferenza dell’altro la forza e la spinta per non mollare. Ed è proprio così che, legati, da una iniziale simpatia che si trasformerà in amicizia profonda, i ragazzi si incontrano e stringono un patto di soccorso e di aiuto reciproco nei momenti di difficoltà.Le loro storie non solo si intrecciano con quelle dei compagni di avventura che portano come segno distintivo un braccialetto rosso e che decidono di darsi anche una parola d’ordine (Wathanga!), ma anche  a quelle personali e familiari che fanno da sfondo alla loro quotidianità fatta di visite mediche, controlli, operazioni, chemioterapia.

Nel carisma di ognuno si cela una sfaccettatura particolare: Leo, il “capo branco” è irruento, pronto a cogliere la sfida, sempre pronto ad agire, ma affronta la malattia da solo a causa della morte prematura della madre e dell’assenza del padre che non riesce a gestire emotivamente la malattia del figlio, poi c’è Vale, dal cuore grande, riflessivo, posato, razionale, amante della pittura con cui riesce ad evadere dalle tristi mura dell’ospedale. Ma anche i suoi genitori, a causa di frequenti disaccordi e dissapori, decidono di separarsi. Cris è, invece, una ragazza fragile, sensibile, con una forte incapacitò di accettarsi per quella che è. E’ ferita nel profondo da dei genitori totalmete assenti e da una sorella eccessivamente apprensiva; combatte la sua lotta per giungere alla accettazione di sé. Tony è il giullare della combriccola. Si aggira come un razzo tra le sale del’ospedale con la gamba ingessata e cerca di poprtare a tutti il buon umore ed è l’unico ad essere entrato in profonda complicità con il piccolo Rocco, che  a causa di una caduta è entrato in coma. Davide vive con il padre e la sua nuova compagna. A scuola è il bulla per definizione. Quello che si difende dal dolore di aver persi l’amore della madre, usando a volte le maniere forti, ma che si rivelerà nella sua grande umanità affrontando con coraggio anche il rischio di morire durante un intervento. In questo clima, in cui il dolore e la sofferenza sono il leit motiv della storia, i ragazzi esprimono però la loro capacità di saper affrontare con onore e dignità la malattia senza capricci o fisime o lamentele.

Braccialetti rossi è una bella fiction che permette di riflettere sui disagi dei giovani senza risparmiare loro la sofferenza. Inoltre sensibilizzando bgli adolescenti di oggi sulla durezza della vita e della morte suscita nello spettatore, con cristallina semplicità, una riflessione profonda sui valori dell’amicizia, della famiglia e dell’amore da vivere come valori universali che danno un autentico senso all’esistenza. E’ attraverso il dolore che si diviene consapevoli della bellezza di vivere, imparando ad apprezzare le piccole cose che poi sono quelle che contano davvero.

 

Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»