Bright Star

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Un film di Jane Campion. Con Abbie Cornish, Ben Whishaw, Paul Schneider, Kerry Fox, Edie Martin. Drammatico, durata 120 min. – Gran Bretagna, Australia, Francia 2009. – 01 Distribution uscita venerdì 11 giugno 2010.

Londra 1818. Il poeta John Keats inizia una tormentata relazione segreta con la bella vicina di casa, la studentessa di moda Fanny Brawne. La diversità dei desideri e delle aspirazioni dei due giovani li porta all’inizio a vivere il rapporto in maniera conflittuale. Ma lentamente i due si avvicinano sempre di più: lei lo aiuta a prendersi cura del fratello minore gravemente malato, lui la ricambia dandole lezioni di poesia. La loro storia d’amore cresce d’intensità toccando picchi di struggimento e disperazione e sfiorando i toni dell’ossessione romantica. I due amanti si ritrovano ad affrontare i diversi ostacoli imposti dalla società del tempo con tenacia e determinazione, ma sarà solo il triste destino del giovane poeta a porre fine a una delle più appassionanti storie d’amore mai raccontate.

Con Bright Star Jane Campion, già autrice di Lezioni di piano e Ritratto di signora, torna a cimentarsi con il period drama, stavolta utilizzando materiale biografico ed epistolare. La vicenda è quella di una delle storie d’amore più letterariamente significative del diciannovesivo secolo britannico: quella tra John Keats, autore di capolavori poetici quali Ode to A Nightingale e Endymion, e Fanny Brawne. Ma nelle mani della Campion, eccelsa narratice di condizioni e sentimenti femminili, diventa soprattutto la storia di quest’ultima, una ragazza frivola che passava gran parte del suo tempo libero (e non era poco quello a disposizione di una ragazza nubile di buona famiglia a quei tempi) a ideare e a realizzare i propri abiti, e che, dopo l’incontro con il giovane poeta, impara ad amare la sua arte così impalpabile e mistica senza perdere il contatto con propria quotidianità e gli affetti più cari. La situazione finanziaria di Keats non permette ai due di sposarsi, e gli amici di lui ritengono Fanny una colpevole distrazione, ma il loro legame finisce per vincere ogni difficoltà. Tranne l’ultima, la più insidiosa: la malattia.

Sulla base di una sceneggiatura ben scritta e intessuta di una grande abbondanza di riferimenti all’opera keatsiana, e con a disposizione supporti tecnici di eccellente livello, la Campion dispone la sua narrazione con la consueta eleganza, ma senza la penetrazione e la complessità dei suoi lavori migliori – ma anche dei meno riusciti. La Campion minore, infatti, peccava di confusione e di freddezza, mai di convenzionalità. Bright Star è sorprendentemente simile a tanti drammi in costume, e per gli estimatori della regista neozelandese non può rappresentare altro se non un brutto risveglio. I meriti del film vanno però riconosciuti e risiedono, oltre che nella pregevole fattura tecnica e realizzativa, anche nell’interpretazione dell’incantevole Abbie Cornish, che ha fatto con la Campion – che in lei deve avere rivisto una giovane Nicole Kidman, e la somiglianza è palese – un lavoro meticoloso. E’ meno incisivo Ben Winshaw, sacrificato d’altronde anche dallo script, che lo inquadra come amante più che personalità sviluppata in sé. Ma Keats entra nel film e nel cuore dello spettatore attraverso i suoi scritti, e non è poca cosa.

Recensione tratta da Movieplayer.it

 

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Cogitoetvolo