Café Society

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Un film di Woody Allen. Con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve Carell, Blake Lively. Genere: Commedia. Target: 14+. Paese: Stati Uniti d’America. Anno:2016. Distribuzione: Warner Bros. Uscita: 29/09/2016.

Un giovane newyorchese va a Hollywood per andare a lavorare dallo zio, famoso agente cinematografico …

Café Society è il primo film di Woody Allen ad essere stato girato in digitale. Luci e colori fanno da padroni nelle inquadrature e la fotografia di Vittorio Storaro rende ogni scena un piccolo capolavoro estetico. D’altro canto non poteva essere altrimenti: dalla scelta dell’ambientazione storica degli anni Trenta, alla trama fatta di intrecci amorosi e frivoli pettegolezzi, tutto richiede una scenografia scintillante alla Great Gatsby. E Woody Allen non delude, assicurando la sua presenza anche nel ruolo di un sagace e ironico narratore.

La storia che ci racconta studia il sottile limbo tra realtà e finzione e lo ripropone in molteplici sfaccettature. Partiamo proprio dalla trama, che vede il giovane Bobby abbagliato dalla possibilità di avere successo e di ascendere all’Olimpo della cinematografia americana dell’epoca, tra Fred Astaire, Ginger Rogers e Greta Garbo. Dopo aver preso contatti con lo zio, il primo tour di Los Angeles lo fa in compagnia di Vonnie, che gli mostra le prestigiose ville delle celebrità. Anche lei una volta sognava quella vita, ma lavorando a fianco di Phil ha capito che quel mondo fatto di apparenze e apparizioni non le appartiene. Così, ogni volta che lei e Bobby escono insieme, lo porta in posti non frequentati dall’alta società e il loro rapporto si sviluppa sullo sfondo di bettole messicane e spiagge deserte.

Ma anche Vonnie, il cui personaggio nel film rappresenta l’amore, rivela un doppio volto. L’autenticità di cui si fa portavoce nasconde un grande segreto, una relazione complicata che finirà per costringerla ad una scelta dolorosa. A farne le spese sarà il povero Bobby, sfortunato e innamorato eroe, che tornerà a New York per ricominciare e aprirà un locale destinato ad essere famoso. Ed è proprio questo nightclub a mostrarci che anche New York si trova nel limbo, in piena decadenza, al tramonto dell’era del jazz, le cui note si fanno malinconiche, verso l’inquietudine della Depressione. Mentre gli ospiti del club fanno sfoggio della loro ricchezza e delle loro conoscenze altolocate, Bobby viene a conoscenza dei loro retroscena amorosi e di affari, ma da bravo oste sorride e stringe la mano a tutti.

Nonostante il tema centrale del film sia la decadenza e la fine delle grandi illusioni, il tono di Woody Allen non cede alla malinconia e alla drammaticità. Anzi, il tema viene affrontato con wit -in inglese il senso dell’umorismo, l’arguzia- che forse è il miglior modo per caratterizzare e definire questa allegra e un po’ superficiale Café Society. Un film rilassato, senza alcun intento analitico e moraleggiante.  “Per Socrate una vita non analizzata non è degna di essere vissuta”, dice infatti uno dei personaggi del film, ironicamente proprio durante una festa di Capodanno, ” ma una vita analizzata non è un affare”.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.