Cara futura mamma, non aver paura!

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"Cara futura mamma, non aver paura. Il tuo bambino potrà fare molte cose. Potrà abbracciarti, potrà correre verso di te. Potrà parlare e dirti che ti ama. "
Così inizia un video che sta facendo il giro del web, riuscendo a far commuovere milioni di persone in tutto il mondo.

Il video è la risposta ad una mail che una futura mamma, spaventata dopo aver saputo di essere incinta di un bimbo con sindrome di Down, ha scritto all'associazione CoorDown. "Che vita avrà mio figlio?", si chiede questa mamma. Una domanda alla quale rispondono quindici ragazzi con la sindrome di down, di diverse nazionalità.

Il video, preparato da Saatchi & Saatchi in vista della Giornata Mondiale sulla sindrome di down che si è celebrata il 21 marzo, lascia senza parole e cancella in pochi secondi i tanti pregiudizi che spesso girano attorno alle persone affette da questa malattia.

I ragazzi spiegano alla futura mamma che la vita di suo figlio potrà essere felice, proprio come la loro: potrà imparare a scrivere; potrà viaggiare; potrà guadagnare uno stipendio e portarla a cena fuori; potrà andare a vivere da solo. Anche se a volte sarà difficile, molto difficile; ma se ci pensiamo bene, non è così per tutte le mamme?

Probabilmente c'è ancora tanto da lavorare per smontare i pregiudizi che gravitano sulle persone affette da sindrome di down. CoorDown Onlus – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down – , sta portando avanti un progetto internazionale di cui fanno parte dieci associazioni di nove paesi diversi: Italia, Francia, Spagna, Croazia, Germania, Inghilterra, Russia, Stati Uniti e Nuova Zelanda.

L’hashtag ufficiale della campagna Dear Future Mom è: #DearFutureMom.

E allora, non dimentichiamo mai che le persone con sindrome di Down possono vivere una vita felice. Anche grazie a tutti noi.

 



Articolo sponsorizzato

Saverio Sgroi

Educatore con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo dei giovani, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono stato il "capitano" fino alla fine del 2016. Poi ho lasciato la barca ai più giovani, con la convinzione che sapranno condurla verso porti sempre più prestigiosi.