Carmela ha dato la vita per la sorella

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Carmela ha dato la vita per la sorella, non c’è amore più grande di questo! Lo ha fatto in una società in cui i valori della famiglia si vanno frantumando e l’egoismo prende il posto dei veri legami. Lo ha fatto contro le logiche del “tenersi cara la pelle”, del “meglio tu che io”, che riempiono le cronache dei mass media. Ha dimostrato, inconsapevolmente ma coraggiosamente, che l’amore vero e puro salva, quello nato e cresciuto giorno per giorno nella semplicità della vita familiare. Carmela dimostra a ciascuno di noi che c’è del bene in questo mondo e che è possibile trovarlo anche nel dolore estremo e in una morte crudele. La realtà che va detta, raccontata, testimoniata è quella di una giovane che ha risposto alla morte con l’amore e questo è inequivocabile! Si parla solo di una vita spezzata, si cercano le cause fin troppo evidenti, si scava all’eccesso nel passato, ma davanti agli occhi di tutti non possono restare le tante coltellate, ma il gesto di donazione totale di chi aveva capito che l’amore non vincola ma libera.

Carmela non è solo l’ennesima donna vittima della violenza cieca e meschina di un uomo, bensì è il modello di una grande donna dal cuore immenso. Carmela è “la foresta che cresce” e che questa volta “fa più rumore di un albero che cade”, è la foresta del bene, del bene contagioso che rende i legami unici e aperti allo stesso tempo. Non mettiamo al centro l’assassino, non rivoltiamo come un calzino, non è lui il protagonista di questa storia, perché la notizia vera è solo una: Carmela ha dato la vita per la sorella! Lei, come tanti di cui spesso non si sa nulla o poco perché il male fa più audience, è una testimone credibile del fatto che quotidianamente piccoli e grandi semi di bontà gratuita vengono seminati in una terra che non sembra accoglierli; eppure ci sono, crescono, danno frutto all’improvviso e stupiscono per la bellezza, per il profumo, per il gusto. La morte di Carmela è vera e dura, ma “forte più della morte è l’amore”.

Ufficialmente Prof. di Lettere in un liceo di Catania, quando mi tolgo gli occhiali, entro in una cabina telefonica e indosso una tuta col mantello sono anche giornalista, scrittore e educatore...o forse è il contrario?! Sicuramente mi piace vivere con i piedi per terra, lo sguardo in cielo e le maniche rimboccate per agire.