Caro Vasco, questa volta c’è chi dice no

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Eh già… Io sono ancora qua… Parola di Vasco Rossi!
Così cantavi qualche mese fa, come a voler gridare al mondo che, nonostante tutto, nonostante i tuoi imminenti sessant’anni, non avevi nessuna intenzione di metterti da parte.
In realtà, devo confessarti che a me qualche dubbio era venuto. Diciamocelo francamente, il testo è proprio scarso: niente a che vedere con Alba chiara, Un senso, Liberi liberi, Il mondo che vorrei

Insomma, una delusione. Ma soprattutto ho pensato con un po’ di preoccupazione – sai, sono un tuo fan da sempre – che per te si stava avvicinando la fine della tua lunga e fantastica carriera. Era come se gridassi al mondo la tua paura di uscire di scena, da una scena che ti vede protagonista incontrastato del rock italiano da più di trent’anni!
Era come se dicessi ai tuoi fan: guardate che io ci sono ancora, sono ancora vivo, pensando però tra te e te, con un po’ di preoccupazione, nonostante i miei acciacchi, la mia età, i miei problemi…

Poi è arrivata la prima doccia fredda: “Alla fine di questo tour, dopo trent’anni di carriera, dichiaro felicemente conclusa la mia straordinaria attività di rockstar”.
Delusione!
Ma non finiva qui, perché poi i TG hanno cominciato a raccontarci del tuo misterioso male che, per settimane, ti ha tenuto – e ti tiene ancora – in clinica.
Delusione e paura!
E infine, sono iniziati i tuoi deliri su Facebook.

A questo punto, però, dopo la delusione e la paura, ho cominciato a pensare alle parole di una delle tue canzoni che mi piace di più, quella che fa così: c’è chi dice no, c’è chi dice no, io non ci sono…

Eh già, Caro Vasco, questa volta io dico “no” e non ci sono proprio!
Cioè, non è che non sappiamo come la pensi su droghe, alcool, regole, libertà.. Ma sai, sentircelo dire in una canzone è diverso. Forse è più leggero, perché al testo si sovrappone la musica, l’adrenalina, la rabbia che ci trasmetti e magari non ci soffermiamo troppo sulle parole.
Ma senza la musica, senza l’adrenalina, senza la rabbia, allora sì che leggendo quello che dici viene voglia di svegliarsi e dire: io non ci sono. Io, davanti ai tuoi deliri dico “no”: non ci sono!

Parli tranquillamente degli antidepressivi come fossero caramelle, facendoci credere che tutto sommato si vive bene anche così…
Ci dici che non è mai morto nessuno a causa di uso o abuso di marija…
Oppure che se avessi un cancro non ti faresti curare e te ne andresti ai Caraibi…
Ripeti – anche tu, nel gregge – che bisogna tassare i beni della Chiesa…
Attacchi i tuoi colleghi, qualcuno in particolare, credendoti dio in terra…

Che delusione, Vasco!
Più deluso dal vederti dietro uno schermo a scrivere frasette che dal non vederti più in giro a riempire gli stadi. Tristezza.

Basta col delirio da rockstar in pensione.
Coraggio, dai! Ripensaci! Torna a cantare. Torna a farci sognare.
Almeno quello lo sai fare benissimo.

Articolo pubblicato su Familiariamagazine.it

Saverio Sgroi

Educatore e giornalista, con una grande passione per tutto quello che riguarda il mondo degli adolescenti, dai quali non finisco mai di imparare. Per loro e con loro mi sono imbarcato su questa nave di C&V, di cui sono il "capitano". Ma come tutti i capitani, non potrei nulla senza una grande squadra ;-)