Caterina Socci: una vita nuova

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Caterina ha compiuto 25 anni il 9 giugno. E’ avvenuto in un letto d’ospedale, potendo pronunciare qualche sillaba, e versando lacrime di gioia e dolore nel sentire la sua voce, quando cantava, per gli incontri di CL degli universitari, per qualche occasione speciale. Ridendo delle battute di qualche libro, o di chi le fa compagnia da mesi al Careggi di Firenze.

Il 12 settembre 2009 il suo cuore si ferma, inspiegabilmente. Aritmia fatale. Rimane fermo per un’ora e mezza, eppure, contro ogni speranza umana, contro ogni evidenza scientifica, il suo cuore riprende a battere, e lei è viva. Viva!

Ma come? Con quali conseguenze? La sua vita è distrutta, forse? No, perché subito attorno a lei si forma un cerchio di amore, assistenza, compagnia, preghiera fiduciosa nella Madonna. Nessuno l’ha mollata. Non i genitori, non i fratelli minori, non gli amici, non il ragazzo che tanto aveva imparato dai suoi silenzi, come scrive nella dedica di un libro regalatole – e chissà quanto stia imparando ora dai silenzi di Caterina, che ancora non può parlare…

Caterina è fortunata, perché ha attorno chi la ama. Ama talmente tanto da non perdere la speranza né tantomeno la fede. Talmente tanto da gioire per ogni piccolissimo passo che compie.

Caterina è una ragazza qualunque. Prima di tre figli, ha studiato architettura – non si è laureata perché il suo cuore s’è fermato a 12 giorni dalla laurea, quando tutto era pronto, anche lei, felice. Sognava, cantava in casa quando era di buon’umore e quando era di cattivo umore si chiudeva nel suo mondo di silenzio, un silenzio profondo, di riflessione, di preghiera, di ricerca della profondità della vita. Un po’ brusca nei modi, ma con un sorriso ed una risata ammalianti, affascinanti. Questa è Caterina. Una ragazza come tante. Una donna, che ha ricevuto il dono della vita due volte: alla nascita, e quel 12 settembre, ed ogni giorno a seguire, quando persone e persone, in centinaia e poi migliaia, le si sono avvicinate per mostrarle comprensione, affetto, condivisione, compassione (dal latino cum – patior, patire con), preghiere. Incredibile. Poteva accadere a chiunque. E’ una mia coetanea. La sua storia non mi lascia indifferente. Non può farlo.

Se lei ha conquistato così tanti cuori, a partire da quello della Madonna del Cielo, essendo così “normale”, noi a cosa siamo chiamati? Noi, tutti noi parte del “popolo dei normali” e “soggetti qualunque in questo mondo”, proprio noi. Dobbiamo metterci alla prova allora, e sapere che non solo possiamo, ma dobbiamo dare di più. Donare di più. Amare di più. Sperare di più, credere di più, e ancora.
La vita non finisce. Rinasce.

Grazie Cate, per avermi riaperto gli occhi alla Vita.

Il libro, appena pubblicato da Rizzoli, scritto da suo padre, è un accorato diario di questi lunghi mesi di inquietudine e tristezza.

Questo il terzo di copertina. Di certo un libro che vale la pena leggere, ed un sorriso che vale la pena ammirare.

Settembre 2009, Caterina, ventiquattro anni, la figlia maggiore di Antonio Socci, è in coma dopo un arresto cardiaco. Attorno a lei e alla sua famiglia si crea una straordinaria catena di solidarietà e di preghiera, uno spettacolo di fede e amore offerto non solo dagli amici, ma anche dai numerosi lettori del blog di suo padre. Fra di loro molti sono atei e agnostici, eppure l’esperienza di Caterina spinge queste persone a riscoprire il significato e il valore della preghiera, a ritrovare il senso di una fede perduta o lasciata in disparte. È un piccolo grande miracolo, che questa ragazza compie inconsapevolmente dal suo letto d’ospedale: la sua sofferenza si traduce in un messaggio di luce per la vita dei tanti che — nei fatti o con il pensiero —le sono vicini.

Ma sono soprattutto i suoi genitori e gli amici più cari che, giorno dopo giorno, malgrado la durezza della prova a cui sono sottoposti, si affidano con ancora maggior certezza a Gesù Cristo. Il loro è un atto di fede che ottiene presto segni di speranza: il cuore di Caterina riprende a battere da solo e il suo respiro non ha più bisogno di macchine. Di lì a poco, in una sera del gennaio 2010, mentre sua madre le sta leggendo un divertente passo del Giovane Holden, Caterina si lascia andare a una bellissima e contagiosa risata. Da quel giorno, un po’ alla volta, riprende conoscenza e intraprende un faticoso cammino di riabilitazione, sia pure pieno di incognite. In questo suo coinvolgente diario, Socci ci mostra che con la fede (nella presenza viva di Gesù fra noi) e la preghiera possiamo trovare un aiuto straordinario per superare i momenti più drammatici della vita.


 

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Caterina Socci: una vita nuova
Autore: Antonio Socci
Genere: Saggio
Editore: Rizzoli
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 211