C’era una volta nella foresta…

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La Vale do Rio Doce, seconda compagnia mineraria al mondo, è un gruppo minerario brasiliano particolarmente focalizzato sulla produzione di ferro. Costituita dal governo brasiliano per mantenere in mano pubblica il controllo delle risorse minerarie e per rifornire le aziende siderurgiche statali, è stata privatizzata nel 1997, tra le proteste dei lavoratori dell’impresa. La Estrada de Ferro Carajás é una delle maggiori ferrovie mai costruite: 892 kilometri per collegare il piú ricco giacimento di ferro del mondo (Carajás) a uno dei principali porti commerciali dell’America Latina: São Luís. Ci passano quotidianamente 12 treni di 330 vagoni e 4 locomotive, carichi di minerali, che andranno ad arricchire le aziende siderurgiche mondiali, ma non quelle locali. Nel cuore dell’Amazzonia la presenza della multinazionale, e quindi lo sfruttamento minerario, significa latifondo, disboscamento, incendi frequenti, lavoro in schiavitù. Fanno infatti capo alla Vale il ciclo di estrazione del minerale di ferro, la fusione nelle industrie siderurgiche locali senza nessun tipo di filtro né controllo ambientale, il consumo di carbone per alimentare gli altiforni, la devastazione della foresta vergine per ottenere carbone vegetale e le piantagioni massicce di eucalipto per sostituire la foresta che c’era prima. “Ora l’Amazzonia è lontana, anche per noi. Qui siamo quello che un giorno altri, alcune centinaia di kilometri più all’interno, potrebbero diventare: deserto. Deserto verde, certo: monoculture di brachiaria, che è l’erba dei pascoli immensi nei latifondi. O di eucalipto, la ‘tenda verde’ per nascondere i forni di produzione del carbone. Usavano eucalipto per bonificare le paludi del Lazio; oggi in Maranhão abbiamo piantagioni di questa specie con centinaia di milioni (!) di alberi, cresciuti in suoli diserbati dal concime chimico: a breve le falde acquifere rischiano di esaurirsi, facendoci passare dal deserto verde alla steppa”. Queste le parole di padre Dario Bossi, uno dei missionari comboniani che portano avanti la campagna Justica los trilhos, Sui binari della giustizia, che si batte per il rispetto dell’ambiente e delle popolazioni. A tale proposito in questa pagina trovate raccontate le ultime azioni della campagna ed è anche possibile ascoltare direttamente l’intervista radiofonica a Dario Bossi. Qualcuno fermerà mai la Vale? “Basterebbe” forse che questa rallentasse il ritmo e si fermasse un minuto ad osservare un’Amazzonia che non c’è più. Ma forse la realtà economica mondiale non lo permette…non più.  

Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.