Che bella cosa la democrazia!

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Sono nato in un Paese democratico. Che bella cosa la democrazia. Un Parlamento eletto dal popolo, un Governo che ottiene la fiducia, un Presidente che vigila sul rispetto della Costituzione. Già, la Costituzione: una Magna Charta di diritti e libertà, sintesi della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri valori. Grazie al cielo sono nato in un Paese democratico, in cui gli organi giurisdizionali applicano la legge dello Stato senza interferenze e pressioni. Che bella la mia Italia!

Succede però che nel mio Paese, così come nel resto del mondo, la scienza non si fermi mai. Cammina a grandi passi, con sicurezza, verso orizzonti inesplorati. Cammina lesta, è difficile starle dietro. Giusto così, perché vogliamo vivere meglio, vogliamo sconfiggere le malattie del nuovo millennio, vogliamo dimostrare che il destino non esiste. E quando c’è qualche problema, qualcosa di delicato, il nostro Parlamento scrive leggi, pone divieti, riconosce diritti. È così che funziona nel Paese in cui sono nato, il mio caro Paese repubblicano e democratico.

Un giorno lo Stato mi interroga: vuoi permettere che una donna abbia un figlio da un altro uomo diverso da suo marito e che, tuttavia, il nascituro venga considerato legalmente come figlio della coppia? Io, da cittadino modello, rispondo alla domanda, e dico “no”. Come me tanti, tantissimi altri. Perché dico no? Comprendo il “bisogno” di una coppia di avere figli, apprezzo gli sforzi della scienza, ma non credo sia giusto alterare così tanto l’equilibrio della famiglia (e dunque della società) inserendo un soggetto terzo/estraneo in un rapporto già completo. Oscurantista? Bigotto? Conservatore? “Fascista”? No, semplicemente libero cittadino, dotato di ragione e volontà.

Lo Stato, il mio Stato democratico, mi ascolta, prende atto della mia/nostra volontà, e mantiene il divieto di avere sistematicamente figli col seme di un estraneo. Bella storia, forse un po’ romanzata dato che ai tempi del referendum abrogativo del 2005 non avevo ancora diciotto anni e non si raggiunse il quorum.

9 aprile 2014, nine years later… nel mio bel Paese democratico dei giudici molto importanti, ma non eletti dal popolo, decidono che il mio “no” è privo di senso e che le decisioni del Parlamento vanno contro la Costituzione (art. 3): una donna ha il diritto di utilizzare il “materiale genetico” di uno sconosciuto, prelevato da una “banca” molto peculiare, al fine di soddisfare il proprio desiderio di maternità.

Ancora una volta la scienza e i giudici corrono più veloci del diritto e della volontà popolare. Ancora una volta il testo vago e assai poco “giuridico” dell’art. 3 Cost. viene utilizzato per legittimare a posteriori una scelta ideologica.

Ancora una volta nel mio grande Paese democratico, la democrazia ha fallito.

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.