Che cos’è, per te, la poesia?

0

Federico Divari risponde in versi a questa domanda

È il viaggio isterico, la poesia
verso le pendici elevate
di molteplici illusioni,
grondanti amare solitudini.

Una spedizione maldestra condotta annaspando
come cenci già troppo inzuppati
tra le rapide dei torrenti più fetidi.

Un fiume di parole che come uno scroscio
non abbandona mai il proprio affogato,
nemmeno nel cuore della notte,
sibilando come un flauto impalpabile fingendosi il vento
dai letali palmi irti di artigli d’arpia
nella bramosia completa dello spirito;

La poesia è anche amore

ostinato ed indomabile
che affronta la negazione dell’amore stesso,
ghiotta nell’annientamento dell’anima
ad opera delle pulsioni della carne.

È anche tradimento ed estremo senso
d’amicizia, lupi che si mordono la nuca
ed ogni lembo di corpo nel pasto immenso
del crogiuolo accecante degli spiriti.

È sempre corsa terribile di fiere affamate
d’ogni sorta di ricchezze
sui crinali scoscesi delle montagne

È caverna ai piedi della rupe
dove i poeti, smessi il loro velli maculati,
accumulano come derrate
le ossa delle loro razzie celesti
ungendosi di mosto divino
rispettivamente
i loro sessi impossibili
cingendo i loro capi di dolci papaveri
in mezzo a quello smembramento feroce
di vecchi dei e le loro teste
poi sepolte con dovizia nel ventre della terra
o sul fondo del mare

imperatori delle pietre infuocate

La poesia è lo zampillare del sangue
sempre avvelenato dalla bellezza
che lega i vampiri ed ogni altra creatura
nel volo proibito verso i profumati cancelli dell’alba

Eternità ritrovata

Libertà nella salvezza

Articolo di: Federico Divari

Cogitoetvolo