Che vita sotto terra!

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Quanti di noi oggi usano la metropolitana per gli spostamenti nella loro città?
Molti di voi potrebbero chiedersi il perchè di questa domanda! Cosa ci sarà mai in una metropolitana se non un fiume di gente? Entrare emettersi a sedere in un vagone caldo di umanità, in una fredda mattina d’autunno.

Sono riuscito a salire, le porte si chiudono con fatica ogni fermata è una discesa all’inferno ma la gente continua a salire pur non trovando spazio così rubano il mio.
E…osservo: il ragazzo con l’ipod nelle orecchie e volume a palla, la ragazza sola che ha uno sguardo vagante senza meta… la testa piena di pensieri, la vecchietta stanca di una vita che cerca un posto dove sedersi, un giovane seduto che legge solo appena dopo essersi cambiato gli occhiali con quelli da lettura, un giovane papà con il bimbo di pochi mesi appeso al collo. Tanta gente che legge: Brown, Lewis, O’Brein, Pennac… il Corriere o la Gazzetta con i volti che si trasformano come si guardassero allo specchio, manifestando inconsapevoli sorrisi, incertezze, meraviglie, tristezze…

Per non parlare di coloro che scrivono sms per inviarli appena usciti dal sottosuolo. E poi ci sono coloro che si addormentano, magari a bocca aperta. Chi parla perchè è amico, fidanzato o marito. C’è chi ha i sacchi della spesa e chi passa tutto il viaggio in metro davanti al proprio riflesso sul vetro della porta che a ogni fermata si apre e frantuma l’immagine di quel viso che dice tutto e niente.  C’è chi spinge, chi piange e chi ride, chi sbadiglia, chi canticchia. Il bimbo che gioca e il bimbo che domanda…

L’ossigeno diminuisce ogni minuto… si riaprono le porte così respiro.
E ancora: ogni tanto qualcuno accompagna il ritmo della vita con una fisarmonica stonata. La zingarella che chiede aiuto, sperando di fregare qualcuno, e chi si arrabbia urlando contro chi?
Qualcun altro che torna da una notte da sballo,così da sballo che ogni suo passo è un ballo che lascia quella scia di odore di alcool che sembra ci abbia fatto il bagno.

Esco, guardo fuori e vedo e penso che sia meglio li sotto: la metropolitana è piena di persone vere e viaggiarci dentro fa bene a fuggire dal reality della vita quassù.
Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare e osservare, quante altre cose ci stiamo perdendo?"

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.