Chiamami anche se è notte

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Dare il nome a cose e persone. Quando qualcosa finisce, un’altra ne inizia. Il tempo non è uguale per tutti, esiste un tempo soggettivo. Attorno a queste tre idee, feconde di immagini, nasce Chiamami anche se è notte.

Superato il disagio iniziale di avere a che fare con personaggi senza nomi ma che rappresentano figure universali (Ragazza, Ragazzo, Nonno, ecc.) si entra in un vortice di immagini, figure che si richiamano tra loro nella descrizione di un’attesa, l’imminente nascita di una bambina, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 1986. Come si chiamerà? Due giovani stanno diventando Papà e Mamma e in loro sentimenti contrastanti, paure e sogni, si affastellano, esattamente come succede sempre quando una cosa finisce e un’altra ne inizia. Come in gennaio, quando un nuovo anno inizia. Un momento in cui si prova incertezza, nostalgia, attesa.

Nella seconda parte del romanzo cambia il quadro: è la notte tra il 5 e il 6 gennaio 1996 e la bambina della prima parte compie dieci anni. I suoi amici della piscina le hanno portato tanti doni, ma i suoi genitori sanno qual è il suo vero desiderio e decidono di soddisfarlo. Ora lei deve dare il nome al suo regalo di compleanno, che ha atteso a lungo, e che la rende felice ma la fa anche un po’ soffrire.

Infine, nella terza parte, è il 6 gennaio 2011. La Bambina non è più una bambina ma una Ragazza che compie 25 anni. Lungo la sua vita ha capito cosa voleva dire suo Padre quando affermava che non tutti gli orologi sono uguali: il tempo scorre in modo diverso per ciascuno. Un po’ come in una partita di basket, dove quello che conta non è il tempo reale, ma quello effettivo…

Sullo sfondo la Roma dell’ultimo trentennio (quello della vita dell’autrice). E poi tanta acqua (come nella vita dell’autrice, che è istruttrice di nuoto). E dolore sopportato con dignità. Generazioni familiari sullo sfondo. Eterogenee citazioni di canzoni, libri, e film, nascoste o esplicite: De Gregori, Leopardi, Levi, Snoopy… In poche pagine quanta varietà e quanta ricchezza. Tutto questo, insieme ad alcuni passi straordinariamente visionari e un finale onirico, rendono Chiamami anche se è notte un romanzo gustosissimo, che ha giustamente meritato il posto tra i finalisti della XXV edizione del Premio Calvino.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Chiamami anche se è notte
Autore: Michela Monferrini
Genere: Romanzo
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 120
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.