Chiara Ferragni e l’odio sui social: perché noi donne siamo così cattive?

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Ci lamentiamo perché di una donna si guarda sempre prima l’aspetto fisico? La colpa è anche nostra.

Anche se non utilizzate molto i social, è impossibile che non conosciate Chiara Ferragni. È la fashion blogger del momento: italiana, modella e ora anche CEO di The Blonde Salad, nato come un blog e ora diventato un vero e proprio brand. Una carriera che l’ha portata ai vertici del mondo della moda e la sua presenza sui social – dove tutto il mondo la segue – l’ha portata ad essere nominata da Forbes come «l’influencer di moda più importante al mondo».

Ma il successo va a braccetto con l’invidia del pubblico e basta dare un’occhiata al suo profilo Instagram per trovare i peggiori commenti, che arrivano in particolare da profili italiani. Di haters o, per dirla come Enrico Mentana, di webeti, è pieno il nostro Bel Paese, ma la domanda che viene da porsi è: cosa ci spinge sui social a perdere ogni freno inibitorio? Cosa può spingere una tredicenne a postare cattiverie gratuite, che mai vorrebbe sentirsi rivolgere, ad una donna che non conosce e che – a differenza di altre sue coetanee – sta effettivamente realizzando e investendo in un progetto?

Il caso Chiara Ferragni sottolinea il motivo per cui parlare di femminismo nel 2018 è più che attuale ed evidenzia che ora più che mai sui social la parità tra uomini e donne è ancora un miraggio. Emerge in particolare la ragione più spinosa di questa disparità, quella di cui non ci piace parlare perché è sempre più semplice puntare il dito contro l’altro sesso. Perché se delle donne si guarda per prima cosa l’aspetto fisico e poi tutto il resto, in parte la colpa è proprio nostra. A parole siamo tutte bravissime a sposare l’idea che l’importante sia stare bene con il nostro corpo, che non sono le taglie che portiamo a definirci. Ma poi nei fatti quante donne di ogni età commentano le foto di Chiara, sottolineandone i presunti difetti fisici? In quante sputano veleno sulla taglia di reggiseno che porta, quando forse bisognerebbe solo applaudirla per non essere ricorsa alla chirurgia estetica non appena ha avuto successo? E in quante, distruggendo veramente ogni parvenza di sensibilità, non hanno resistito a puntare il dito persino sulla maternità, avendo addirittura da ridire sulla forma della sua pancia durante la gravidanza?

Ma il problema non è solo di Chiara, è di tante altre donne di successo, come Clio Zammatteo. È stata la prima in Italia ad avere l’idea di realizzare tutorial di trucco su YouTube, che oggi vengono prodotti in quantità industriale da centinaia di youtuber italiane. Ma prima del 2008 tutto questo non esisteva ed è stata proprio lei, Clio, a mettersi davanti ad una telecamera e ad insegnare a tutta Italia ciò che lei stava imparando, frequentando una scuola per make-up artist a New York. Un paio di estati fa ha portato l’attenzione sul problema del body shamingparlando del disagio di chi è sovrappeso di costituzione e oltre a dover lottare quotidianamente contro il proprio peso deve sentirsi un’ulteriore e inutile pressione sociale. All’appello lanciato nel video in cui parla di questo si è unita Paola Turani, modella italiana, che attraverso la sua esperienza ha raccontato l’altra faccia della medaglia, quella di tante donne che hanno il problema di avere una costituzione molto magra. Ma che tu sia troppo magra o troppo grassa, purtroppo c’è sempre una tua coetanea pronta a puntare il dito e dirti di curarti.
Per dirla con le parole di Clio: «Instagram è un tripudio di stronzi».

Perché quindi siamo così cattive? Denigrare gli altri cercando di trovare le loro imperfezioni non ci rende migliori, né aumenta la fiducia e l’amore che riponiamo in noi stesse. Al contrario ci imbruttisce e l’unica cosa che può rivelare è quanto possiamo essere inclini a cedere all’invidia e alla gelosia. Le uniche cose di cui dovremmo veramente vergognarci sono questi atteggiamenti, che ci stravolgono a tal punto da non farci rendere conto del fatto che c’è un limite al sarcasmo e agli scherzi.

Se non approviamo ciò che vediamo possiamo sempre chiudere i social e dedicarci a qualcosa che ci fa stare bene e che cura il nostro animo. Perché se abbiamo bisogno di commentare malignità per sentirci meglio, forse dovremmo prenderci più cura di ciò che abbiamo dentro.

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.