Ci sono messaggi che non si possono mandare

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Troppe volte dimentichiamo l’efficacia di un gesto semplice; comune, alla porta di tutti. Talmente semplice, da apparire scontato e trascurabile. Il calore di una carezza. Il conforto di un abbraccio. Non si comunica solo a parole, è chiaro. Uno sguardo ben calibrato può versare un liquore di serenità nell’animo di chi ci sta accanto, più di lunghi discorsi. Sono cose che sappiamo tutti.

E un messaggio? Può un messaggio scritto attraverso un dispositivo digitale eguagliare questi gesti in efficacia e in profondità? Forse no. Certo, sarà più prestante sotto il profilo della tempistica. Meno di un secondo, e due anime distanziate da migliaia di kilometri, sono unite e vicine. E’ la forza delle nuove tecnologie.

Anni fa gli innamorati, quando erano costretti ad un lungo distacco, si scambiavano una foto con dedica, o un pegno d’amore. E poi, un farraginoso scambio epistolare, nel migliore dei casi, garantiva la stabilità del rapporto. Se la disperata Giulietta Shakespeariana piangeva sconsolata “i messaggeri d’amore dovrebbero essere i pensieri, che corrono dieci volte più dei raggi del sole”, oggi potremmo dire che questo irrealizzabile desiderio sia divenuto realtà; o per lo meno, lo è diventato per la rapidità. Cupido ormai ha certamente meno da agitarsi rispetto a un tempo, può ben stare a riposo, grazie alla attuale connettività telematica.

Ma, una comunicazione di questo tipo può davvero colmare ogni distanza? E’ sufficiente a riempire l’ampia voragine tra due anime, prescindendo dalla vicinanza dei corpi?

Molti di noi avranno la risposta già pronta, probabilmente. Ma curiosa è quella data dalla fonte più insospettabile. E’ proprio il colosso della comunicazione, la Wind, a rispondere: “no, non basta. Almeno, non sempre”.

E’ una chiara e matura presa di posizione, quella della azienda telefonica, sfociata in una efficace campagna promozionale virale, tramite la pubblicazione di video su youtube. Una campagna “contro se stessa”, potremmo dire impropriamente. Il cortometraggio Papà, realizzato da Wind, dimostra che la comunicazione a distanza non è sempre sufficiente. In certi casi, si esige la vicinanza e il coinvolgimento integrale della persona. Il video, già in rete da qualche mese e premiato con un grande successo di pubblico, racconta la storia di una distanza – per l’appunto – tra un padre un figlio. Un divario troppo ampio e profondo nello spazio e nel tempo, azzerabile solo dal contatto reale delle persone: voce, sguardo, gesti. Un semplice messaggio, o anche una chiamata, pur efficaci in molte circostanze, non chiamano in causa le persone nella loro interezza, ma solo parzialmente. Ci si scopre in maniera incompleta, e certe volte non basta: perché ci sono frasi, pensieri, sensazioni così grandi da rimanere impigliati tra i filtri di un dispositivo, uscendone fuori depauperati e incompleti. Ci sono messaggi che non possono essere inviati, ma solo detti.

Un messaggio forte e profondo, ancor più eloquente se si considera chi ne è il promotore. Ma non ci si ferma qui. Dopo aver pubblicato altri due video virali, “La multa” e “S.Valentino” (entrambi molto divertenti, guardateli!), l’intento è quello di sfruttare la ricorrenza del 19 Marzo, festa del Papà. Il corto infatti verrà trasmesso in simultanea sulle reti televisive Rai e Mediaset, ad ora stabilita. E quale miglior modo per festeggiare tutti i papà, se non con questo video?

Dai commenti su Youtube si evince come esso abbia già fatto bene a tante persone, soprattutto ai genitori. Perché, pur trattandosi di un’idea che approviamo in teoria, non sempre ci comportiamo di conseguenza: e prodotti come questi servono a ricordarcelo. Come recita la didascalia stessa:

La tecnologia ci ha avvicinato. Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.

E non possiamo che essere d’accordo. E voi? Lo siete pure? Cosa aspettate a guardare il video e commentare?

 

Cogitoetvolo