Ci vediamo a Natale

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Guardo la luce che scompare dietro i monti delle cinque del pomeriggio. Il movimento lento dell’autobus mi inietta un sonno molle. Quasi non riesco a tenere gli occhi aperti. Anche la musica che risuona nelle cuffie del mio lettore mp3 invita a spegnermi. È un suono che accompagna lontano la luce; un brano che ha la stessa voce del tramonto. Si intitola “The Twilight Hour” e adesso è perfetto. Chiudo gli occhi così, con la testa appoggiata al finestrino.

Non dormo, ma è come se sognassi. C’è qualcosa in questo oscillare piano, qualcosa in questa musica che mi fa pensare ai tardi pomeriggi invernali passati insieme: insieme ai miei fratelli. Mi rivedo su quelle panchine, dietro la stessa luce che c’è in questo momento. Parlavamo tanto, e poi restavamo sospesi in silenzio. Faceva freddo, ma ognuno aveva la sua dose di cappotto e sciarpa comprata dalla mamma. I pomeriggi di dicembre passavano così. Studiavamo in fretta e poi correvamo fuori. Un pallone, una bici, in tasca i soldi che ci avevano dato i nonni per i nostri compleanni. Li mettevamo insieme per cercare di comprare qualcosa di carino per il Natale in arrivo.

Adesso li comprerei tutti quei tramonti, se i soldi potessero. Oggi ci compriamo un biglietto: chi per un aereo, chi per un autobus, per un treno. Non è lo stesso dicembre di allora, ma è ancora bello. È ancora bello ritornare, è ancora bello ritrovarsi. Stiamo mesi lontani, anche senza essere davvero distanti, ma ogni Natale cerchiamo di lasciarci dietro tutte le case, le strade, le città, i momenti che non possiamo più condividere, per essere di nuovo insieme; per tornare ad esserci ancora. Ci ritroviamo, forse felici, forse spezzati e stanchi. Nessuno lo dà a vedere, perché fuori da questo Natale è un altro mondo, ma qui siamo insieme e ricomponiamo i pezzi. Qui ognuno può ricucire la sua vita, può abbracciarsi e credere di ricominciare da questa ritrovata vicinanza. A volte si può riuscire in questo; a noi riesce sempre. È come se ci ricaricassimo. È una preparazione alla lontananza per sopravvivere quando saremo via da qui, quando saremo altrove senza di noi. Il Natale è un ritorno per molti. Per noi lo è. È il nostro eterno ritorno. Per esserci ancora, per esserci per sempre.

Buon Natale a chi sa ritrovarsi ancora.

Studentessa in fuga dalla noia, non è un intellettuale, non è un artista. Ha solo una connessione internet.